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CronacaSessera, Trivero, Mosso

Altra notte da incubo per la Valsessera: il fuoco continua a divorare la montagna

Evacuati rifugi e baite più esposte, l’obiettivo è salvare baite e frazioni. Devastati centinaia di ettari di pascoli e boschi.

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È stata un’altra notte di fuoco sulle montagne della Valsessera. Tra ieri e oggi, venerdì 7 agosto, il gigantesco incendio boschivo ha continuato ad avanzare, illuminando il cielo con un fronte visibile da chilometri di distanza. Le fiamme sono rimaste ben osservabili dalla Valsessera, dal Triverese, da Borgosesia e da gran parte della bassa Valsesia. All’alba sono riprese le operazioni di spegnimento con vigili del fuoco, volontari delle squadre Aib e mezzi aerei impegnati su entrambi i versanti della montagna.

Devstatati il Cornabecco e il Pissavacca

Resta invece molto critica l’evoluzione dell’incendio soprattutto sui versanti del monte Pissavacca e del Cornabecco, dove il fuoco continua a scendere sia verso la Valsessera sia verso la valle dello Strona. Il fronte resta estremamente esteso e interessa ormai un’area di grandi dimensioni, rendendo complessa qualsiasi strategia di contenimento.

Per quanto riguarda invece il Monte Barone, il lavoro degli operatori è riuscito a rallentare la propagazione del rogo su quel settore della montagna, evitando che la situazione degenerasse ulteriormente. Pubblichiamo alcune foto postate sui social che mostrano bene la drammaticità della situazione.

foto di Robson Leandro Rosa

Rifugi evacuati e sentieri chiusi per motivi di sicurezza

L’emergenza ha imposto l’evacuazione di tutte le strutture considerate a rischio. Anche il rifugio Monte Barone è stato sgomberato, mentre risultano chiusi tutti i sentieri che conducono alla vetta, normalmente molto frequentati durante la stagione estiva da escursionisti e appassionati di montagna.

Sul versante valsesserino la priorità è diventata la protezione delle baite, dei rifugi e delle piccole borgate in quota, maggiormente esposte all’avanzata delle fiamme. Per questo motivo è stata organizzata una vera e propria linea difensiva sfruttando la strada che collega Coggiola alle località Piane e Noveis, trasformata in un punto strategico per arginare il fronte dell’incendio.

foto di Carlo Pozzoni

Il lavoro senza sosta delle squadre sul territorio

Accanto all’impiego dei mezzi aerei, prosegue il lavoro incessante dei volontari delle squadre Aib e dei vigili del fuoco arrivati da numerosi comandi del territorio. Nelle aree raggiungibili con i mezzi sono stati realizzati tagliafuoco per rallentare l’avanzata dell’incendio e sono stati bagnati i terreni vicini alle abitazioni per creare ulteriori fasce di protezione.

L’accessibilità rappresenta però uno dei principali ostacoli. Molte zone possono essere raggiunte esclusivamente attraverso sentieri di montagna, rendendo impossibile l’utilizzo delle autobotti e costringendo gli operatori a intervenire in condizioni estremamente difficili. È proprio su questi tratti più impervi che il fuoco continua ad avanzare con maggiore rapidità.

foto di Chiara Piccioni

Boschi storici devastati, danni ambientali sempre più pesanti

Con il passare delle ore diventa sempre più evidente la portata del disastro ambientale. Non sono stati colpiti soltanto pascoli e pendii scoscesi, ma anche estesi boschi storici che caratterizzano questo settore delle Prealpi biellesi. Saranno necessari mesi per quantificare con precisione i danni provocati da uno degli incendi più gravi mai registrati in Valsessera.

L’emergenza, inoltre, non riguarda soltanto questo territorio. Restano infatti attivi anche altri incendi in alta Valsesia e nella zona della Res, sopra Varallo. Nella mattinata di ieri il fumo prodotto dai roghi è arrivato fino ad Alagna, mentre dense coltri hanno continuato a interessare la Valsessera, spostandosi in funzione della direzione del vento.

Oggi si riparte su entrambi i versanti

Anche nella giornata di ieri sono stati impiegati a turno fino a due Canadair, affiancati da un elicottero Erikson che ha effettuato continui lanci d’acqua sulle aree più difficili da raggiungere. A terra hanno operato senza sosta vigili del fuoco provenienti da diversi distaccamenti e decine di volontari delle squadre Aib.

Con le prime luci di questa mattina le operazioni sono riprese contemporaneamente sul versante della valle del Sessera e su quello della valle dello Strona. L’obiettivo resta quello di consolidare i risultati ottenuti sul Monte Barone e impedire che le fiamme continuino a divorare il Pissavacca e il Cornabecco. La sensazione, tuttavia, è che la battaglia sia ancora lontana dalla conclusione e che saranno necessari ancora molti giorni di lavoro prima di poter parlare di un incendio realmente sotto controllo.
Foto di copertina postata da Thais Ienco Lara

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