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Serravalle, Pablo Basabe festeggia le prime 400 partite “italiane”
Di origini argentine, a 42 anni è ancora una vera bandiera del calcio valsesiano.
Serravalle, Pablo Basabe festeggia le prime 400 partite “italiane”. Di origini argentine, a 42 anni è ancora una vera bandiera del calcio valsesiano.
Serravalle, Pablo Basabe festeggia le prime 400 partite “italiane”
Quattrocento partite “italiane” per Pablo Basabe. Calciatore argentino classe 1984, alla bella età di 42 anni è stato ed è tuttora una bandiera del calcio valsesiano. Dopo una vita tra le fila della Dufour Varallo, ora è impegnato con la Serravallese.
«La mia prima stagione in Italia è stata la 2008-2009 con la maglia della Dufour Varallo – racconta Pablo – . È una società alla quale sono legatissimo, le devo davvero molto. Con il neroverde ho disputato oltre la metà delle mie gara in questo paese». All’ombra del Sacro Monte è stato due anni e mezzo prima di passare al Ce.Ver.Sa.Ma, al Galliate, alla Biogliese, al Santhià, al Piedimulera, alla Virtus Cusio.
L’arrivo a Serravalle
Poi c’è stato il ritorno, dieci anni fa, alla Dufour Varallo, quest’anno ha scelto la Serravallese. «Una scelta di vita – prosegue – . Ho deciso di scendere di categoria convinto da mister Giacobino. Riesco così a conciliare al meglio lavoro e passione sportiva. Io sono libero professionista che collabora con una ditta di software. Nonostante l’età gli allenamenti non mi pesano e amo molto questo sport. Prima vivevo come una “tragedia” il momento di appendere gli scarpini al chiodo, ora so che si avvicina ma finchè riesco a dare il mio contributo scenderò in campo».
Tanti i ricordi dal terreno verde. «Ne ho davvero molti. Sono legato a quelli della Dufour Varallo. I primi due anni sono stati perfetti, abbiamo vinto la Promozione e siamo riusciti ad arrivare nei play off in Eccellenza. Poi quelli con mister Cesano; siamo riusciti a vincere il campionato e non mi aspettavo di tornare in Eccellenza a 35 anni».
L’idolo? Leo Messi
Idolo indiscusso? «Lionel Messi. Per me non ci sono paragoni, è il miglior giocatore della storia del calcio». Argentina e Italia due Nazioni che ha nel cuore. «Qui mi sono trovato benissimo. Ho trovato delle persone fantastiche che mi hanno accolto bene. Dell’Argentina ho nostalgia della mia famiglia e dei miei amici. Un po’ anche della carne alla quale noi teniamo molto. In Italia ho trovato persone che hanno lo spirito argentino e un’ottima cucina. Sono felice della mia scelta».
Il futuro? «Come avvenuto negli ultimi anni deciderò con calma e vedremo se proseguire sul campo, nel calcio non mi vedo in altri ruoli».
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