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Chi paga per il ponte di Crevacuore? Litigano le province di Biella e Vercelli
Braccio di ferro dopo i lavori post-alluvione: si rischia di andare in tribunale.
Chi paga per il ponte di Crevacuore? Litigano le province di Biella e Vercelli. Braccio di ferro dopo i lavori post-alluvione: si rischia di andare in tribunale.
Chi paga per il ponte di Crevacuore? Litigano le province di Biella e Vercelli
Rischia di finire in tribunale la vicenda legata ai costi per il ripristino del ponte sullo Strona tra Crevacuore e Guardabosone, crollato durante l’alluvione dell’ottobre 2020. Al centro della disputa ci sono i 765mila euro necessari per sistemare l’infrastruttura che collega il Biellese al Vercellese.
Secondo gli accordi stabiliti tra gli enti, la spesa avrebbe dovuto essere suddivisa tra le due Province coinvolte: circa 130.910 euro a carico della Provincia di Vercelli e la restante parte sostenuta dalla Provincia di Biella. Quest’ultima ha già provveduto a versare la propria quota utilizzando fondi ministeriali destinati all’emergenza alluvionale, mentre la parte vercellese non risulta ancora corrisposta.
Biella si muove con un legale
Da Biella sarebbero partiti diversi solleciti rimasti però senza risposta. Una situazione che ha portato l’ente a muoversi sul piano legale: è stato infatti affidato l’incarico a uno studio specializzato di Ravenna, con l’obiettivo iniziale di tentare una soluzione stragiudiziale. In caso di mancato accordo, non è escluso il ricorso alle vie giudiziarie.
Per la gestione della pratica legale, la Provincia ha già impegnato una cifra superiore ai 10mila euro, comprensiva anche dell’eventuale fase istruttoria e delle spese connesse.
Il cedimento dell’ottobre 2020
Il ponte sullo Strona aveva ceduto in seguito al maltempo del 2020, quando una delle spallette era collassata provocando il crollo della carreggiata e interrompendo il collegamento tra Crevacuore e la frazione Guardella, nel territorio di Guardabosone. Un’infrastruttura strategica per la viabilità locale, la cui assenza aveva creato notevoli disagi.
L’iter per la ricostruzione era comunque partito rapidamente: il progetto era stato approvato nel luglio 2021 durante la conferenza dei servizi e i lavori erano stati affidati nell’ottobre dello stesso anno. Il collegamento è stato poi riaperto al traffico il 14 giugno 2022. Ora, a distanza di anni, resta aperto il nodo dei pagamenti, con il rischio concreto che la questione si sposti dalle sedi istituzionali alle aule di tribunale.
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