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A Trivero l’acquedotto frazionale che resiste alle multinazionali
L’ente che gestisce gli impianti di Lora continua a gestire le risorse in modo autonomo.

A Trivero l’acquedotto frazionale che resiste alle multinazionali. L’ente che gestisce gli impianti di Lora continua a gestire le risorse in modo autonomo.
A Trivero l’acquedotto frazionale che resiste alle multinazionali
Un piccolo acquedotto di vallata dà l’esempio e sta al passo con le direttive Ue tanto da ottenere, primo in provincia, l’accesso alle semplificazioni previste per gli acquedotti di piccole dimensioni. Stiamo parlando del “Consorzio Acqua Potabile della Regione Crosa” della frazione Lora di Trivero, nel comune di Valdilana.
Un piccolo ente che ha raggiunto questo prestigioso traguardo grazie, in prima battuta, ai volumi di acqua distribuiti; e poi grazie alla coerente gestione dei controlli sulle acque utilizzate, sia quelli volontari che quelli, a sorpresa, fatti dall’Asl di Biella.
Una valutazione positiva della gestione
«Ha certamente influito nella valutazione positiva l’approccio nella gestione delle non conformità, che prevede la registrazione degli eventi negativi, unita a quella delle decisioni prese e all’analisi dei risultati in uso nel Consorzio Crosa dal 2023 – spiega Paolo Bongianino, presidente pro tempore del consorzio -. Quanto ottenuto costituisce la base per poter sviluppare una coerente raccolta di dati ed informazioni utili per mantenere nel tempo la coerenza delle scelte e valutare i risultati ottenuti».
Non manca, inoltre, la volontà di incentivare gli altri acquedotti a seguire le recenti normative: «Nei mesi scorsi ho interpellato numerosi colleghi riscontrando il classico “abbiamo sempre fatto così, perché cambiare?” Come tutte le direttive recepite – precisa Bongianino – la “non azione” è pesantemente sanzionata».
Un ente fondato nel 1960
Un esempio, quello del piccolo acquedotto, da tenere a mente e da seguire. Da ricordare che il “Consorzio Acqua Potabile della Regione Crosa” della Frazione Lora di Trivero è stato fondato nel 1960 da un gruppo di lungimiranti residenti che hanno saputo valorizzare una risorsa sempre più preziosa ed è stato l’ultimo consorzio sorto nella frazione. Inoltre bisogna precisare che la nuova normativa si basa su un approccio alla sicurezza dell’acqua basato sull’analisi dei rischi, sviluppata sull’intera filiera, dalla sorgente al consumatore.
Vengono inoltre definiti i requisiti dei materiali che vengono a contatto con l’acqua oltre ai limiti delle sostanze e dei minerali indesiderati e dei possibili inquinanti. Infine il tempo stringe: una prima parte della normativa sarà da rispettare dal 12 gennaio 2026.
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