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La Valsessera deve cambiare Asl? E’ scontro tra sindaci e Spi Cgil

La proposta del sindacato di portare il territorio da Vercelli a Biella accende il dibattito. Per gli amministratori è solo una boutade: “Mancano medici ovunque”.

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Si accende il confronto sulla sanità in Valsessera. Dopo l’avvio della raccolta firme promossa da Cgil e Spi (il sindacato pensionati della Cgil) per chiedere il passaggio dei sei Comuni biellesi della valle dall’Asl Vercelli all’Asl Biella, arriva la dura replica dei sindaci del territorio. Al centro del dibattito c’è l’emergenza dei circa 9mila cittadini rimasti senza medico di famiglia, una situazione che da anni pesa soprattutto sulla popolazione più anziana.

La petizione è partita da Pray e proseguirà anche ad Ailoche, Caprile, Coggiola, Crevacuore e Portula. Una volta conclusa, sarà trasmessa al presidente della Regione Piemonte, all’assessore regionale alla Sanità, ai sindaci coinvolti e ai direttori generali delle due aziende sanitarie. Secondo il sindacato, il passaggio all’Asl Biella consentirebbe ai residenti di accedere con maggiore facilità ai servizi della futura Casa di comunità di Ponzone, ritenuta più vicina rispetto a quella di Gattinara.

Le ragioni dello Spi Cgil e la raccolta firme

Per lo Spi Cgil il problema non riguarda soltanto la mancanza dei medici di famiglia, ma anche la difficoltà di accesso ai servizi sanitari. «Sono almeno tre anni che mancano i medici di base, fino ad arrivare all’assenza totale per tutti i residenti», ha spiegato la segretaria Marvi Massazza Gal, sottolineando le conseguenze per anziani, malati cronici e lavoratori costretti spesso a utilizzare giorni di ferie per potersi curare.

Secondo il sindacato, il cambio di azienda sanitaria rappresenterebbe un’opportunità per migliorare l’assistenza quotidiana e ridurre gli spostamenti necessari per visite, prescrizioni e certificazioni. In particolare, vengono evidenziati alcuni possibili vantaggi.

La replica dei sindaci: «Una proposta senza basi concrete»

La risposta degli amministratori non si è fatta attendere ed è stata particolarmente netta. «La raccolta firme per far passare la Valsessera all’Asl Biella? Una sparata», ha dichiarato il sindaco di Coggiola, Paolo Setti, definendo l’iniziativa «una boutade» nata senza alcun confronto con i Comuni che da anni affrontano quotidianamente il problema della carenza di medici.

Sulla stessa linea anche il vice sindaco di Ailoche, Cristiano Puozzo: «Questa raccolta firme sembra più una provocazione. Se c’è qualcuno che si preoccupa del problema sanità sono i sindaci». Gli amministratori ricordano inoltre il lavoro svolto insieme all’Asl Vercelli per mantenere aperto l’ambulatorio di Coggiola e garantire la presenza dei medici di continuità, oggi punto di riferimento per molti cittadini rimasti senza medico di famiglia.

«Cambiare Asl non risolverebbe la carenza di medici»

Secondo i sindaci, il trasferimento all’Asl Biella non risolverebbe il problema principale: la mancanza dei medici di medicina generale, che interessa l’intero Piemonte e gran parte del Paese. «Di fatto non cambierebbe nulla», osserva Puozzo, ricordando come anche l’Asl Biella stia affrontando le stesse difficoltà e abbia attivato propri ambulatori dedicati ai pazienti senza medico.

Anche il sindaco di Crevacuore, Corrado Garlanda, invita alla prudenza, sottolineando che la Casa di comunità di Ponzone è ancora in fase di organizzazione e che nessuno ha verificato la disponibilità dell’Asl Biella ad assorbire altri 9mila assistiti. Dello stesso avviso il sindaco di Portula, Fabrizio Calcia Ros, secondo cui la proposta è stata avanzata «senza confrontarsi con nessuno». Il messaggio finale degli amministratori è condiviso: l’obiettivo è risolvere la crisi della medicina territoriale, ma servono soluzioni costruite insieme, supportate da dati concreti e da un confronto con tutti i soggetti coinvolti.

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