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Valsessera senza medici, la Cgil vuole portare i Comuni nell’Asl di Biella

Con il sindacato pensionati parte una raccolta firme per chiedere il trasferimento.

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Prenderà il via giovedì a Pray la raccolta firme promossa da Cgil e Spi per chiedere che i sei comuni della Valsessera rimasti senza medico di base escano dall’Asl di Vercelli ed entrino nell’Asl di Biella. L’iniziativa coinvolgerà anche Ailoche, Caprile, Coggiola, Crevacuore e Portula e punta a sensibilizzare cittadini, amministratori e istituzioni regionali.

La documentazione raccolta sarà inviata al presidente della Regione Piemonte, all’assessore regionale alla Sanità, ai sindaci dei comuni interessati e ai direttori generali delle due aziende sanitarie. L’obiettivo dichiarato è ottenere una riorganizzazione territoriale che permetta ai residenti di accedere più facilmente ai servizi sanitari di prossimità.

Circa 9mila persone senza medico di famiglia

Secondo il sindacato, la situazione si trascina da anni e ha raggiunto livelli ormai insostenibili. A spiegare le ragioni della mobilitazione è Marvi Massazza Gal, segretaria dello Spi.

«Si tratta di una carenza che arriva da lontano. Sono almeno tre anni che mancano medici di base, fino ad arrivare all’assenza per il totale dei residenti, circa 9mila persone. Per gli anziani significa spesso un’assenza di cure in termini di prevenzione e assistenza alle patologie croniche. Per i lavoratori, invece, molte volte significa dover chiedere ferie per potersi curare».

La segretaria sottolinea inoltre come il problema vada oltre il semplice disagio organizzativo. «Stiamo parlando della negazione di un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione. L’iniziativa mira a coinvolgere i cittadini e gli amministratori affinché si trovi una soluzione concreta e duratura».

La proposta: guardare verso Biella

Secondo Cgil e Spi, il passaggio all’Asl di Biella consentirebbe ai residenti della Valsessera di usufruire di servizi più vicini e facilmente raggiungibili. In particolare, verrebbe garantito l’accesso alla Casa di comunità di Ponzone-Valdilana, situata a pochi chilometri dai comuni coinvolti.

«L’aggregazione all’Asl di Biella consentirebbe infatti l’accesso alla Casa di comunità di Ponzone-Valdilana – spiegano Marvi Massazza Gal e Cristina Martiner, segretaria generale della Cgil -. Si tratta di una struttura molto più vicina rispetto alla Casa di comunità di Gattinara, distante almeno 25 chilometri, con evidenti disagi soprattutto per la popolazione anziana».

Attualmente l’unico presidio sanitario presente nell’area è l’ambulatorio di Coggiola, aperto soltanto due giorni alla settimana e per poche ore. La struttura di Ponzone, invece, una volta pienamente operativa, sarà aperta sei giorni su sette per dodici ore al giorno.

La raccolta firme rappresenta quindi un nuovo tentativo per riportare l’attenzione su una situazione che coinvolge migliaia di cittadini e che, secondo i promotori, richiede una risposta urgente per garantire il diritto alla salute e all’assistenza territoriale.

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