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Premio Fair-Play a Luigi Colombo: perché ho calciato fuori quella punizione

Il centrocampista del Bettole ha scelto di non approfittare di un errore arbitrale.

premio fair-play

Premio Fair-Play per il calcio di punizione diretto fuori.

Premio Fair-Play a Colombo

Va a Luigi Colombo, centrocampista del Bettole, il premio Fair-Play. La scelta è legata alla partita di domenica 8 dicembre: il Bettole è sotto di un gol a Lumellogno e a pochi minuti dalla fine l’arbitro concede un calcio di punizione a due nell’area novarese in favore dei valsesiani. Il fallo però non c’è, perché il portiere di casa aveva raccolto con le mani un pallone che un compagno gli aveva passato indietro di testa. Uno sbaglio evidente del direttore di gara, e dopo le proteste dei padroni di casa, Colombo decide di non approfittare della situazione calciando la palla volutamente fuori. Un gesto di fair play che non capita tutti i giorni sui campi italiani e che non è passato inosservato: il giocatore infatti è stato premiato nei giorni scorsi a Torino dal presidente del comitato regionale della Lnd Christian Mossino.

“Gli errori capitano”

«Mi è sembrato giusto calciare fuori il pallone – racconta Colombo – , se avessimo pareggiato così non ci sarebbe stato gusto. Gli avversari sono venuti a stringermi la mano e anche i miei compagni sono stati d’accordo con me. L’arbitro era giovane e ha sbagliato, può capitare e capita spesso anche a noi calciatori».

Sport e studio

Colombo, classe 1999, è al Bettole dalla scorsa estate, dopo che aveva sempre giocato nel Borgosesia, squadra della sua città con cui aveva anche esordito in serie D. Portata a termine la stagione 2018-2019, ecco la scelta di privilegiare lo studio e di andare a giocare nell’altra squadra cittadina, che milita in Seconda categoria: «Sono iscritto a economia a Lugano – spiega – , durante la settimana sono in Svizzera e torno la domenica per giocare. Il calcio è un divertimento, ma comunque il mio impegno è sempre massimo. Come tutti i bambini, quando ho iniziato sognavo di diventare un campione, ma per riuscirci ci vogliono capacità, impegno e un pizzico di fortuna. In questo momento il calcio non è una priorità per la mia vita, ma sono contento di tenerlo come hobby. E’ lo sport che amo e amerò per sempre e credo che andrò avanti a giocare ancora per un bel po’»

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