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La biblioteca di Varallo ricorda la volontaria Anna Scarati

«Aveva affittato un grande appartamento luminoso in via Mario Tancredi Rossi, che condivideva con la gatta Stragiotti, così chiamata perché veniva da Sabbia».

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La biblioteca di Varallo ricorda la volontaria Anna Scarati. «Aveva affittato un grande appartamento luminoso in via Mario Tancredi Rossi, che condivideva con la gatta Stragiotti, così chiamata perché veniva da Sabbia».

La biblioteca di Varallo ricorda la volontaria Anna Scarati

La biblioteca di Varallo ricorda Anna Scarati. Volontaria di Eufemia, si è spenta a Vercelli a 74 anni. Il funerale è stato celebrato in Collegiata. Ecco un ricordo scritto dalla diretrice Piera Mazzone e dagli amici della biblioteca.

«Anna Scarati era nata a Torino il 16 maggio 1951: aveva lavorato in un’agenzia di viaggi particolari nei luoghi più belli ed esclusivi del mondo, che lei aveva visitato in innumerevoli Educational Tour: proprio in occasione del nostro ultimo incontro per scambiarci gli auguri pasquali, mi spiegò che il vero lusso era non avere bisogno di nulla, ma solo poter contemplare, assorti in una sorta di panismo, dissolvendo l’identità umana negli elementi naturali».

Dopo essere rimasta vedova, e aver concluso l’attività lavorativa, Anna era tornata a Varallo dove vivevano le sue sorelle: Luisa e Silvia, affittando un grande appartamento luminoso in via Mario Tancredi Rossi, che condivideva con la gatta Stragiotti, così chiamata perché veniva da Sabbia».

Il recente arrivo in biblioteca

«Anna era “approdata” in Biblioteca nei primi mesi del 2025, in un periodo per me molto triste, in cui stavo cercando di uscire da un lutto difficile, da un dolore intenso, legato ad una perdita improvvisa: senza mai fare domande, mi era stata vicina, silenziosa, discreta, accogliente. Nell’aprile 2025 era diventata ufficialmente volontaria in biblioteca, accolta come una nuova amica».

«Nonostante i problemi fisici cui cercava di sopperire con la ginnastica, il nuoto e le frequenti visite a Torino dove era in cura, non ha mai fatto pesare il suo disagio, era sempre pronta a partecipare, ad esserci, a dare una mano, ma anche a condividere i momenti allegri e spensierati. I grandi occhiali, il caschetto dal taglio perfetto, lo zainetto grigio, le scarpe da ginnastica: questo era l’aspetto della nostra Anna».

Una vita vissuta con coraggio e determinazione

«Spesso pranzava in biblioteca: panino o schiacciatina, che condivideva sempre con generosità. Anna aveva fatto della sua fragilità fisica una corazza che la sorreggeva, mentre avanzava un passo dopo l’altro, dimostrando, prima di tutto a se stessa, che nella vita ci vogliono coraggio e determinazione».

«Leggeva molto: la biblioteca era una risorsa importante, amava il teatro, il cinema, ascoltare buoni concerti, se ne è andata in punta di piedi, nel giorno di Pasquetta, con quell’ultimo volo in elicottero a Vercelli, per tentare di riprendere un cuore che stava sfuggendo, poche ore e si è “congedata”, come era solita dire quando salutava prima di tornare a casa».

«Cara Anna credo che avresti gradito questi versi del “Congedo del viaggiatore cerimonioso” del poeta Giorgio Caproni: “Ancora vorrei conversare / a lungo con voi. Ma sia. / Il luogo del trasferimento / lo ignoro. Sento / però che vi dovrò ricordare / spesso, nella nuova sede, / mentre il mio occhio già vede / dal finestrino, oltre il fumo / umido del nebbione / che ci avvolge, rosso / il disco della mia stazione”».

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