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Le Aree protette della Valsesia ai Comuni? Gli ambientalisti dicono no

«Rischio concreto per la tutela della biodiversità».

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Le associazioni ambientaliste del territorio lanciano l’allarme sui contenuti dei documenti inviati dall’Ente di gestione delle aree protette della Valsesia a Comuni, Province e Unioni montane.

La bozza del piano, presentata giovedì scorso, contiene una serie di “proposte di riforma urgenti” che hanno provocato la dura presa di posizione di Legambiente e Pro Natura del Vercellese. A firmare il documento è Gian Piero Godio, che parla di possibili ricadute negative sulla tutela ambientale e sulla gestione della biodiversità.

Le proposte dell’Egap finiscono nel mirino

Secondo quanto riportato dalle associazioni ambientaliste, i documenti trasmessi agli enti locali contengono interventi considerati molto delicati per il futuro delle aree protette valsesiane. Tra i punti contestati figurano modifiche alla Rete Natura 2000, la revisione del Piano d’area del Parco Alta Valsesia e cambiamenti ai vincoli previsti nel Parco del Monte Fenera.

Le associazioni parlano di richieste “puntuali e operative”, ma anche di ipotesi normative più ampie che potrebbero ridefinire il sistema di gestione delle aree naturali protette. In particolare, viene giudicata preoccupante l’idea di trasferire ai Comuni la gestione diretta delle aree protette oggi coordinate a livello regionale.

«Si rischia di indebolire il sistema di tutela»

Nel documento diffuso da Legambiente e Pro Natura si evidenzia il timore che una gestione esclusivamente locale possa compromettere l’efficacia delle politiche ambientali. Secondo le associazioni, i singoli enti territoriali potrebbero non disporre delle competenze tecniche e delle risorse necessarie per garantire una tutela coerente della biodiversità.

Gli ambientalisti richiamano inoltre la posizione recentemente espressa dalla Regione Piemonte, che considera gli enti di gestione delle aree protette il punto centrale della strategia regionale per la conservazione ambientale. Un eventuale superamento di questo modello, sostengono, rischierebbe di frammentare il sistema e ridurre l’efficacia degli interventi di tutela.

Le richieste rivolte alla Regione Piemonte

Le associazioni firmatarie chiedono ora alla Regione Piemonte di approfondire attentamente la questione, valutando la coerenza istituzionale e tecnica delle iniziative proposte dall’Egap Valsesia. L’obiettivo, spiegano, è evitare decisioni che possano indebolire la protezione ambientale del territorio valsesiano.

Tra i temi maggiormente contestati figurano:

  • la modifica dei vincoli nei parchi naturali;
  • la revisione delle aree della Rete Natura 2000;
  • la realizzazione di nuove piste per gli abitati storici;
  • il trasferimento della gestione delle aree protette ai Comuni.

Le associazioni auspicano infine l’apertura di un confronto pubblico e trasparente sul futuro delle aree protette della Valsesia, nel rispetto degli obiettivi di tutela ambientale e dell’interesse collettivo.

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