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AttualitàVarallo e alta Valsesia

Sulle orme di San Francesco, la Valsesia riscopre arte, fede e storia

Nuove tappe a Crevola e Varallo per il percorso promosso da Imago Verbi, tra visite, teatro e approfondimenti dedicati all’eredità francescana.

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Prosegue in Valsesia il ciclo di incontri dedicati a San Francesco d’Assisi promosso dall’Associazione Imago Verbi Arte e Spiritualità in occasione dell’ottavo centenario della morte del santo. Dopo le prime iniziative organizzate a Varallo e Riva Valdobbia, il prossimo appuntamento è fissato per domenica 20 settembre a Crevola.

La nuova tappa porterà i partecipanti alla scoperta del patrimonio storico e artistico locale, continuando il viaggio tra le testimonianze della presenza e della spiritualità francescana sul territorio. Un percorso che mette insieme arte, storia e fede, offrendo anche l’occasione di osservare con uno sguardo differente luoghi talvolta familiari agli stessi valsesiani.

A Varallo il teatro racconta San Francesco

Il calendario proseguirà sabato 3 ottobre a Varallo, dove il teatro Civico ospiterà uno spettacolo ispirato alla figura di San Francesco. In questo caso sarà il linguaggio teatrale a diventare lo strumento attraverso il quale raccontare il santo di Assisi e avvicinare il pubblico alla sua esperienza umana e spirituale.

L’iniziativa vuole coniugare la riflessione con la dimensione artistica, secondo la formula che caratterizza l’intero progetto. Dopo le visite e gli approfondimenti storico-religiosi, il teatro permetterà dunque di affrontare la figura di Francesco attraverso una modalità differente, capace di trasformarne il messaggio e la vicenda personale in racconto e rappresentazione.

Il convegno concluderà il percorso

L’ultima tappa è prevista per sabato 10 ottobre nella biblioteca di Varallo, dove si terrà un convegno di studi francescani. Sarà il momento conclusivo di un itinerario sviluppato attraverso diversi mesi e differenti forme espressive, con l’obiettivo di approfondire la figura di San Francesco e l’eredità lasciata dalla sua esperienza.

I prossimi appuntamenti del ciclo francescano saranno quindi:

  • 20 settembre: incontro a Crevola alla scoperta del patrimonio storico e artistico;
  • 3 ottobre: spettacolo dedicato a San Francesco al teatro Civico di Varallo;
  • 10 ottobre: convegno di studi francescani nella biblioteca di Varallo.

Il convegno consentirà di raccogliere e sviluppare i temi emersi durante le varie iniziative, offrendo un ulteriore momento di studio e confronto sulla spiritualità francescana e sulle tracce che questa ha lasciato anche in Valsesia.

Oltre quaranta persone alla prima visita

Il percorso aveva preso il via lo scorso giugno a Varallo con una serie di visite guidate che avevano ottenuto una significativa partecipazione. Più di quaranta persone avevano aderito alla prima giornata, dedicata alla scoperta della chiesa di Sant’Antonio e della chiesa di San Pietro Martire, due luoghi strettamente legati alla storia religiosa locale.

A guidare i partecipanti erano stati Monica Ingletti, che aveva curato le spiegazioni storico-artistiche, e don Damiano Pomi, intervenuto con approfondimenti di carattere teologico e spirituale. L’incontro aveva così permesso di riscoprire edifici conosciuti da molti valsesiani, soffermandosi però su particolari, opere e testimonianze spesso meno note.

La storia francescana della chiesa di Sant’Antonio

Particolare attenzione era stata dedicata alla chiesa di Sant’Antonio, costruita dai frati francescani sul terreno acquistato nel 1893 accanto all’oratorio della Madonna dei Bori. All’interno i visitatori avevano potuto ammirare anche la statua lignea della Madonna dello Studente, proveniente dall’antica cappella del Collegio D’Adda.

La presenza francescana a Varallo proseguì fino al 1977 e la chiesa divenne nel tempo anche un importante punto di aggregazione per la comunità. L’edificio è dedicato a Sant’Antonio, tra i santi maggiormente venerati nella tradizione francescana e annoverato tra i patroni della Valsesia. Una devozione della quale resta una testimonianza particolarmente curiosa e concreta.

Quel piede consumato dalla devozione

All’interno della chiesa si trova infatti la statua di Sant’Antonio il cui piede, nel corso degli anni, è stato completamente consumato dal gesto ripetuto dei fedeli. Un piccolo particolare che racconta meglio di molte parole quanto profondo sia stato il rapporto costruito nel tempo tra questo luogo, la devozione popolare e la comunità.

È proprio dalla ricerca di testimonianze come questa che prende forma il percorso promosso dall’Associazione Imago Verbi Arte e Spiritualità: non soltanto una serie di appuntamenti celebrativi, ma un viaggio attraverso i segni lasciati dalla presenza francescana. Un cammino che ora proseguirà tra Crevola e Varallo, fino al convegno conclusivo del 10 ottobre.

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