AttualitàVarallo e alta Valsesia
Parone senza pace: «L’acquedotto continua a rompersi, servono interventi definitivi»
Nella frazione di Varallo una settantina di residenti sollecita investimenti sulla rete idrica e chiede un confronto pubblico.
A Varallo torna al centro dell’attenzione il problema dell’approvvigionamento idrico nella frazione Parone. Circa settanta residenti hanno presentato una nuova denuncia pubblica sulle condizioni della rete dell’acquedotto, lamentando continui guasti, lunghe interruzioni dell’erogazione e chiedendo un piano di interventi strutturali. Le contestazioni sono rivolte principalmente a Cordar Valsesia per la gestione dell’infrastruttura, mentre i cittadini lamentano anche quella che definiscono l’assenza di una presa di posizione da parte dell’amministrazione comunale.
Secondo i firmatari, la situazione, già problematica da diversi anni, si sarebbe aggravata negli ultimi mesi. Le criticità erano già state evidenziate in un reclamo inviato nel mese di febbraio, seguito da un secondo documento a marzo dopo la risposta ricevuta dal gestore del servizio. L’obiettivo dichiarato dalla comunità non è contestare il lavoro dei tecnici, ma sollecitare investimenti sulla rete e una pianificazione capace di prevenire nuovi disservizi.
Una rete giudicata ormai obsoleta
Nel reclamo i residenti ripercorrono la storia dell’acquedotto di Parone, ricordando che l’infrastruttura fu realizzata nel 1931 dagli stessi abitanti della frazione. Successivamente la gestione passò al Comune e quindi a Cordar Valsesia, mentre nel frattempo il numero delle utenze, delle abitazioni e delle attività economiche è progressivamente aumentato.
Secondo i cittadini, però, la rete sarebbe rimasta sostanzialmente invariata, interessata nel tempo soltanto da riparazioni e interventi puntuali. Tra gli episodi ricordati compare il lungo disservizio verificatosi tra il 13 agosto e i primi giorni di settembre 2025, quando l’erogazione dell’acqua risultò assente o fortemente discontinua per diversi giorni. In alcuni periodi l’acqua venne inoltre dichiarata non potabile, con inevitabili conseguenze anche per le attività alimentari presenti nella frazione.
LEGGI ANCHE: Da due anni energia elettrica a singhiozzo: ora Parone si arrabbia
Guasti frequenti e timori per l’estate
Un nuovo guasto si sarebbe verificato il 21 febbraio 2026, mentre l’episodio più recente risale ai primi giorni di luglio. Secondo quanto riferiscono i residenti, una rottura della condotta avrebbe lasciato senza acqua parte della frazione dall’1 al 3 luglio, con un intervento durato diversi giorni prima del completo ripristino del servizio.
Le interruzioni, sostengono i firmatari, supererebbero spesso le 12-24 ore, provocando pesanti disagi non soltanto alle famiglie, ma anche alle aziende agricole, agli agriturismi, ai ristoranti e alle stalle della zona. In occasione dell’ultimo guasto, aggiungono, le aziende agricole avrebbero dovuto reperire autonomamente l’acqua necessaria per gli animali, senza poter contare su un servizio di emergenza tramite autobotti o cisterne.
«Non contestiamo i tecnici, ma la programmazione»
Dopo la risposta inviata da Cordar Valsesia il 3 marzo, la comunità ha trasmesso un nuovo reclamo il 5 marzo, precisando che le contestazioni «non riguardano l’operato dei tecnici, sempre disponibili e tempestivi», ma le scelte relative alla programmazione degli interventi e agli investimenti sulla rete.
Nel documento i residenti chiedono un confronto pubblico per conoscere i progetti previsti e le relative tempistiche, lamentando anche l’assenza di sopralluoghi finalizzati alla ricerca di nuove sorgenti utilizzabili. Tra le criticità segnalate figurano inoltre la presunta inadeguatezza degli idranti antincendio della frazione e il mancato riconoscimento, secondo quanto sostengono i cittadini, degli indennizzi previsti dalla normativa per i disservizi idrici nelle località Sella, San Pietro e San Giuseppe.
Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

