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Sacro Monte, si entra gratis: bocciata la proposta del ticket

A parlare sono il rettore e i gestori dell'albergo

Sacro Monte Varallo

Sacro Monte, aumentare le tariffe e far pagare l’ingresso, un’idea che non piace. A lanciarla era stato il consigliere Marco Molino

Sacro Monte, dibattito aperto

Aumentare le tariffe della funivia e far pagare un ingresso per visitare il Sacro Monte: alla proposta di Marco Molino c’è chi dice no. Avanzata al fine di coprire il disavanzo di gestione, l’idea dell’ex assessore e attuale consigliere di minoranza non incontra le simpatie di chi al santuario cittadino lavora e vive quotidianamente. La paura è quella di una drastica riduzione dell’afflusso di turisti e fruitori, che già sembrano scarseggiare in alcuni giorni dell’anno, su settimana anche in estate. «Partendo dal presupposto che siamo l’unico Sacro Monte del Piemonte che fa pagare i posteggi (l’ammontare per i pullman è di 250 euro, che scendono a 150 per i gruppi che pranzano in loco, ndr), non si può continuare ad aumentare i costi pensando di risolvere il problema, altrimenti la gente finisce per scegliere altre mete». A parlare è il rettore padre Giuliano Temporelli, che vede nei 10 euro come tariffa proposta per la funivia, al posto degli attuali 5, la strada giusta per far diventare il Sacro Monte un deserto.

Dubbi sul collegamento tramite funivia

«Oltre a cominciare a fare un po’ di pubblicità anche fuori zona, sarebbe giunto il momento di riflettere sul collegamento a fune con la città: è davvero il più adeguato ed economico, data la situazione odierna? – si chiede il rettore-. Chi ha voluto la funivia riteneva che fosse in grado di attirare 200mila persone all’anno, ma se oggi ci troviamo a dover aumentare altri costi per diminuirne il deficit, allora forse non stiamo ragionando bene a livello turistico». In alternativa alla funivia, la più ripida d’Europa, Temporelli propone un bus che attraversi tutta Varallo per poi giungere al santuario. I dubbi sorgono anche in merito alle modalità di realizzazione dell’idea di Molino, ma questa pesa al rettore soprattutto per il fatto che il Sacro Monte sia un luogo di culto: «E’ un santuario, non un museo: come si può imporre un pagamento a chi viene per pregare o presenziare alla messa?».

«Una proposta un po’ esagerata»

Si unisce al parere perplesso di Temporelli Angela Perrone, come rappresentante dell’omonima famiglia che da generazioni gestisce il Vecchio Albergo del Sacro Monte. «Trovo la proposta del consigliere Molino un po’ esagerata, soprattutto perché, oltre all’introduzione della tassa di soggiorno, nell’ultimo anno sono già state aumentate le tariffe della funivia e dei parcheggi per i pullman- commenta Perrone-. E’ vero che nei weekend la Riserva è molto frequentata, ma in settimana non sempre i visitatori sono abbastanza e la mia paura è che, chiedendo dei soldi per l’entrata, qui non venga più nessuno».

«Servirebbero più manifestazioni»

Tra i turisti ospitati dalla famiglia Perrone, qualcuno talvolta si stupisce della gratuità del sito, ma sono ancora troppo pochi quelli che sarebbero disposti a pagare per visitarlo. «Lavoriamo soprattutto con pellegrini e gruppi di parrocchie, che spesso hanno un budget piuttosto limitato. Un domani, quando avremo avviato bene il nostro Sacro Monte e sarà sempre pieno, allora potremo permetterci di introdurre un costo per l’ingresso come fanno le grandi città, ma ora rischieremmo solo di scoraggiare anche le persone del circondario che vengono per una passeggiata». Per scongiurare i disavanzi di gestione, Perrone punterebbe più su manifestazioni, come la mostra su Gaudenzio, volte a far conoscere le bellezze del Sacro Monte e ad attirare un livello sempre più alto di clientela, amante dell’arte e disposta a pagare per il suo valore. Obbiettivo, questo, da raggiungere però con il tempo e andando per gradi.

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