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Un libro sulla storia di Rosina Bazzoni, che nel ’51 sbancò il Totocalcio

Residente a Prato Sesia, ricevette migliaia di lettere di richieste di aiuto e proposte di matrimonio. Ne conservò 1.600

Si intitola “Io, lei e gli 85 milioni possiamo essere felici. L’Italia dei disperati del secondo dopoguerra attraverso le lettere di Rosina Bazzoni”. il volume di prossima pubblicazione curato dallo storico pratese Claudio Sagliaschi. In 200 pagine il volume racconta la vicenda della donna pratese, Rosina Bazzoni, che il 27 maggio 1951 vinse l’unico “13” con una colonna del Totocalcio che le permise di incassare la favolosa cifra per quel tempo di 84 milioni. Ma soprattutto racconta, attraverso le lettere che dopo la vincita le arrivarono da tutta Italia, il Paese del secondo dopoguerra.

«Anni nei quali – dice Sagliaschi – erano ancora vive le ferite del conflitto, la fame, le malattie, le case distrutte, la disoccupazione. Lettere drammatiche di un’Italia in ritardo nella ricostruzione, ma anche fiduciose sul futuro con richieste di collaborazione e proposte matrimoniali».
Delle migliaia di missive se ne salvarono 1600, lasciate dagli eredi della donna, morta alla fine degli anni Ottanta, allo storico pratese.
Quando nel ‘51 avvenne la vincita, ebbe risalto sui quotidiani nazionali: è famosa la prima pagina della Domenica del Corriere con il disegno di Rosina Bazzoni insieme agli assi della bicicletta dell’epoca. Sagliaschi, allora bambino, conobbe personalmente Rosina; per motivi storici e sentimentali è nato questo libro, il cui titolo riprende alla lettera la frase contenuta in una richiesta. Da New York uno spasimante italiano chiedeva la mano di Rosina scrivendo che «io, lei e gli 85 milioni possiamo essere felici». Parte di quelle lettere sono state scelte e simbolicamente inserite nel volume suddivise per argomenti. Negli stralci pubblicati, Sagliaschi per motivi di privacy ha omesso i riferimenti anagrafici completi, riportando sono i nomi di battesimo e la provenienza degli autori.

Rosina Bazzoni sposò poi il pratese Franco Marcodini e insieme furono autori di molte opere benefiche per la loro comunità. Non è dato a sapere invece se Rosina aiutò direttamente qualcuno tra i molti disperati a che a lei si rivolsero. «Allora ero un bambino – ricorda Sagliarschi – e Rosina voleva “adottarmi”, non legalmente ovvio visto che avevo una famiglia, ma come con altri bimbi, che fece studiare e aiutandoli nel crescere. I lavori alla casa popolo così come all’asilo infantile di Prato Sesia poi si devono a lei».

Intanto, sempre dello storico pratese, è disponibile on line “Famiglie ritrovate e… altri eventi. Genealogie pratesi dal 1700 al 1945”, consultabile sul sito www.sagliaschi.it. Si tratta di una ricerca composta di oltre 1000 pagine, disponibile gratuitamente per i ricercatori e per tutti coloro che la desiderano scoprire il proprio albero genealogico.

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