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Guardaparco furbetti: il pm chiede il rinvio a giudizio

Il caso in Alta Valsesia: i quattro sorpresi più volte a farsi gli affari propri in orario di lavoro.

Guardaparco furbetti nell’ente Alta Valsesia: il pm chiede il rinvio a giudizio per quattro operatori che in più occasioni si sono fatti gli affari loro in orario di servizio.

Guardaparco furbetti in alta Valsesia: in quattro rischiano di andare a processo

A ottobre erano stati sospesi dal servizio per nove mesi. Si tratta di quattro guardaparco a servizio dell’Ente di gestione Aree protette dell’Alta Valsesia che sono sospettati di essersi fatti gli affari propri in più occasioni durante l’orario di lavoro. Si tratta di Sandro Bergamo, ex sindaco di Alagna e attualmente in minoranza, 62 anni; il vice sindaco di Carcoforo Ezio Quazzola, 63 anni; Pietro Chiodo, 63 anni; e Mattia Sandrini, 55 anni. Adesso il pm di Vercelli ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti e quattro, ritenendo che vi siano elementi validi per imputare loro il reato di truffa.

Indagini certosine dei carabinieri

Il caso era emerso dopo che i carabinieri avevano effettuato un’indagine lunga e certosina, verificando spostamenti e movimenti dei quattro. Un’indagine per la quale sono pure stati recentemente premiati alla festa dell’Arma. In pratica, pare che i quattro, a vario titolo, durante l’orario di lavoro curassero il proprio giardino, oppure aiutassero i parenti nelle loro attività private, stazionare a lungo al bar, o addirittura farsi una grigliata nel giardino di casa, sempre in orario di lavoro. Indagata anche una 40enne N.F., responsabile dell’ufficio, perché avrebbe dovuto controllare i quattro.  Da parte sua, l’Ente parco aveva segnalato il fatto alla Corte dei conti. Adesso si vedrà se il gip accoglierà la richiesta del pm.

Foto d’archivio

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