CronacaVarallo e alta Valsesia
Nuove minacce al sindaco di Varallo: dopo il proiettile arriva una mail di odio
«Meriti il posto più caldo dell’inferno e ci vedremo lì». Anche questo episodio è stato denunciato ai carabinieri.
Una nuova e grave intimidazione all’indirizzo del sindaco di Varallo, Pietro Bondetti. La minaccia è arrivata sulla casella di posta elettronica istituzionale del Comune nella mattinata di sabato scorso, 4 luglio, alle 7.08, a poche settimane dalla lettera con un proiettile recapitata a metà giugno. Ancora una volta il tema al centro dell’episodio è quello dell’accoglienza delle famiglie israeliane in Valsesia.
Il messaggio, scritto interamente in lingua inglese, contiene frasi di pesante odio nei confronti del primo cittadino e della comunità israeliana. Tradotto in italiano, il testo recita: «Sono felice che quel tizio ti abbia spedito un proiettile vero. Fanculo Israele, fanculo a te se li sostieni. Meriti il posto più caldo dell’inferno e ci vedremo lì, stronzo». L’oggetto della mail riportava la dicitura “Greeting for Usa”, ovvero “Saluti dagli Stati Uniti”.
Indagini di carabinieri e Digos
Il messaggio è stato inviato da un indirizzo Gmail non nascosto e firmato da una persona che si presenta come Michael. Proprio questo elemento potrebbe fornire agli investigatori un punto di partenza importante. carabinieri e Digos hanno infatti già avviato gli accertamenti per verificare se il nome e l’indirizzo utilizzati siano autentici oppure frutto di un’identità fittizia, come è molto probabile.
L’impressione è che l’autore della mail possa essere diverso da chi aveva spedito la precedente lettera con il proiettile. Nel testo, infatti, il mittente parla del responsabile della prima intimidazione in terza persona, facendo riferimento a «quel tizio» che aveva inviato il proiettile. Un dettaglio che lascia ipotizzare due autori distinti, anche se entrambi accomunati dall’ostilità verso la posizione assunta dal sindaco sulla vicenda dell’accoglienza.
Bondetti: «È giusto che la gente sappia»
A raccontare quanto accaduto è stato lo stesso Pietro Bondetti. «Come prima cosa ho chiamato i carabinieri di Varallo, girando la mail e recandomi in caserma per la denuncia. Il messaggio di posta elettronica mi è stato fatto leggere dall’impiegata comunale dell’ufficio protocollo». Il sindaco conferma di non avere alcuna idea sull’identità del mittente, ma è convinto che il nuovo episodio sia strettamente collegato alla precedente lettera minatoria.
«Sono prudente e anche preoccupato. Ho avvisato subito le forze dell’ordine. Non capisco sinceramente questi continui attacchi alla mia persona e alla città di Varallo. Mi sembra tutto così assurdo». Nonostante la tensione, Bondetti ribadisce di non voler arretrare: «È giusto che la gente sappia quello che sta avvenendo. Da parte mia sono sereno perché non ho fatto nulla di male».
Due fascicoli aperti sulle intimidazioni
Le indagini sulla prima missiva con il proiettile sono tuttora in corso. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire il percorso della prima busta, un’operazione resa complessa dalla progressiva riduzione della corrispondenza cartacea, che rende più difficile individuare il luogo di spedizione.
A questo fascicolo si aggiunge ora quello relativo alla minaccia via posta elettronica. Se l’indirizzo Gmail non dovesse risultare falso o schermato attraverso sistemi di anonimizzazione, gli specialisti informatici delle forze dell’ordine potrebbero risalire con relativa rapidità all’identità e alla reale posizione del mittente. Intanto cresce l’attenzione attorno a una vicenda che, dopo la solidarietà arrivata nelle scorse settimane anche dagli uffici del Presidente della Repubblica, continua ad avere una forte risonanza ben oltre i confini della Valsesia.
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