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Insulti omofobi all’Alpàa, lo sfogo di Christian commuove il web

Il racconto del giovane ballerino di Varallo diventa virale: centinaia di messaggi di solidarietà.

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Un giovane di 20 anni racconta sui social di essere stato per due volte vittima di insulti omofobi mentre stava attraversando l’Alpàa a fine serata. Il fatto sarebbe accaduto martedì. A denunciare l’accaduto è stato Christian Flori, ballerino che vive a Praga, attraverso un lungo post pubblicato l’altro giorno. Il suo racconto è rapidamente diventato virale, raccogliendo centinaia di reazioni e messaggi di vicinanza da parte di amici, conoscenti e cittadini.

Un racconto che ha colpito centinaia di persone

Christian Flori si presenta raccontando di essere un ragazzo di 20 anni, originario di Varallo, oggi residente a Praga dove lavora come ballerino. Nel suo messaggio spiega come il fatto di essere gay rappresenti soltanto una delle tante caratteristiche della sua persona e di non aver mai vissuto questa condizione come un problema nella quotidianità.

Poi il racconto entra nel vivo. Durante la serata dell’Alpàa aveva deciso di indossare un paio di stivali anni Novanta, jeans e una canottiera nera, scegliendo di non rinunciare al proprio modo di vestirsi. Mentre tornava verso casa, racconta di essere stato insultato una prima volta da alcune persone che gli hanno rivolto pesanti offese omofobe: “Frocio di m. guarda come sculetti”.

Pochi minuti dopo, sempre secondo quanto riferito nel post, un’auto si sarebbe fermata soltanto per lanciare altri analoghi insulti prima di allontanarsi. Un episodio che il giovane dice di aver vissuto con profondo dolore, fino a scoppiare in lacrime.

«Non voglio avere paura nel mio paese»

Nel lungo sfogo pubblicato sui social, Christian spiega che ciò che più lo ha ferito non è soltanto l’offesa ricevuta, ma il fatto di sentirsi costretto a riflettere sul proprio modo di vestirsi o di comportarsi quando torna a Varallo. «Non voglio essere meno di ciò che sono», scrive, ribadendo il desiderio di poter camminare liberamente senza il timore di essere giudicato o aggredito verbalmente.

Il giovane sottolinea inoltre come, a suo avviso, gli insulti siano arrivati da ragazzi della sua stessa età, elemento che considera particolarmente deludente. Da qui l’appello finale rivolto alle famiglie e alla comunità: educare al rispetto, alla tolleranza e alla gentilezza, affinché nessuno debba sentirsi discriminato per il proprio orientamento sessuale o per il proprio modo di essere.

La solidarietà corre sui social

Il post ha rapidamente fatto il giro dei social, raccogliendo centinaia di commenti di sostegno. Tra i messaggi più significativi c’è quello del prevosto di Varallo, don Roberto Collarini, che ha voluto esprimere pubblicamente la propria vicinanza: «Chi ti conosce da sempre sa che sei un ragazzo buono, autentico, sincero, pieno di talenti. Ti vogliamo bene. Vivi sempre con autenticità le tue scelte».

Molti altri utenti hanno invitato Christian a continuare a vivere con serenità e senza lasciarsi condizionare dall’intolleranza di pochi. C’è chi lo incoraggia a «camminare a testa alta» e chi definisce gli autori degli insulti persone incapaci di accettare le diversità.

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