CronacaVarallo e alta Valsesia
Fulmine colpisce il Monte Tovo: non scoppia l’incendio, ma la Valsesia soffre ancora
Ancora parecchi boschi con braci accese. Preoccupa soprattutto il fronte di Valbella, e mancano i mezzi aerei.
Un fulmine caduto sul Monte Tovo ha fatto temere che potesse partire l’ennesimo incendio boschivo in Valsesia. E’ accaduto ieri, venerdì 7 agosto. Ma fortunatamente questa volta la scarica non ha innescato alcuna combustione, evitando l’apertura di un nuovo fronte di fuoco come è accaduto in alta Valsessera e, più di un mese fa, a Cravagliana e in altre zone della Valsesia.
L’episodio, avvenuto durante i temporali che hanno interessato il territorio nel pomeriggio di ieri, conferma però come il rischio resti elevato. Se da un lato pioggia e grandine hanno portato un lieve calo delle temperature, dall’altro i numerosi fulmini rappresentano una reale minaccia per un territorio già impegnato da giorni nella lotta contro gli incendi.
Il maltempo cambia lo scenario ma non l’emergenza
Le precipitazioni che hanno colpito soprattutto la bassa Valsesia hanno provocato danni a edifici e coltivazioni, e purtroppo hanno laasciato quasi a secco le zone colpite dagli incendi ancora attivi sulle montagne. Al contrario, l’arrivo dei temporali impone un monitoraggio costante, perché ogni fulmine può trasformarsi nell’innesco di un nuovo rogo.
L’Unione montana Valsesia ha diffuso in serata un aggiornamento che invita alla prudenza. Il caso del Monte Tovo, dove la scarica elettrica non ha fortunatamente provocato fiamme, dimostra quanto sia sottile il confine tra una situazione sotto controllo e l’apertura di una nuova emergenza.
Valbella resta il fronte più delicato
Tra gli incendi ancora attivi, quello che desta maggiore preoccupazione è il nuovo focolaio sviluppatosi all’Alpe Cevia, sopra Valbella. Le fiamme hanno raggiunto la cresta sul versante di Rimella, dove il fumo continua a essere ben visibile. Sul posto operano il Direttore operazioni spegnimento (Dos) e il Coordinatore dei volontari antincendi boschivi (CoAib), che seguono l’evoluzione dell’incendio da Alpe Campo di Sabbia.
L’area resta difficilmente accessibile sia dal lato di Rimella sia da quello di Sabbia. L’attenzione è massima perché nelle vicinanze si trovano alpeggi ancora frequentati da pastori e animali al pascolo.
Canadair impegnati altrove, il territorio continua a resistere
Proseguono intanto le operazioni di monitoraggio anche sugli altri fronti. A Rima permane una fumata ritenuta non preoccupante, mentre a Cravagliana una squadra Aib continua la bonifica di due piccoli focolai. Restano fumate anche nella zona di Cervatto e Fobello, mentre alla Res di Varallo i vigili del fuoco presidiano il rifugio, chiuso e non raggiungibile, dove sono ancora presenti importanti colonne di fumo nella parte alta del versante.
L’aggiornamento evidenzia anche una criticità importante: nessun mezzo aereo ha potuto intervenire ultimamente in Valsesia. Canadair ed elicotteri sono infatti concentrati sul vasto incendio del Monte Barone, nel Biellese, dove la situazione è ritenuta più grave e ha reso necessaria l’evacuazione dei rifugi alpini. In Valsesia, quindi, il lavoro di contenimento continua soprattutto grazie all’impegno di vigili del fuoco e volontari Aib, che proseguono senza sosta nel presidio del territorio con un obiettivo chiaro: impedire che il prossimo fulmine possa trasformarsi nell’ennesimo incendio.
Continua a leggere le notizie di Notizia Oggi Borgosesia e segui la nostra pagina Facebook

