CronacaSessera, Trivero, Mosso
Notte di inferno sui monti della Valsessera: chilometri di fiamme. LE FOTO
Fuori controllo il vasto incendio che sta devastando Monte Barone, Pissavacca e Cornabecco,
È stata una notte di autentico inferno sulle montagne della Valsessera. Dalla serata di ieri, mercoledì 5 agosto, il gigantesco incendio boschivo ha continuato a propagarsi senza sosta, estendendosi lungo un fronte ormai lungo diversi chilometri. Dopo aver devastato il monte Pissavacca e il Cornabecco (Gemevola), le fiamme hanno raggiunto anche i versanti del Monte Barone. Oggi, giovedì 6 agosto, riprendono gli interventi di vigili del fuoco, volontari delle squadre Aib e mezzi aerei, ma l’emergenza appare tutt’altro che vicina alla conclusione.
foto del Rifugio Monte Barone
Il rogo circonda l’intero massiccio montuoso
Quello che fino a lunedì pomeriggio sembrava un incendio circoscritto si è trasformato in uno dei peggiori disastri ambientali che la Valsessera ricordi. Il fronte del fuoco si è allargato progressivamente fino a interessare un’area vastissima, coinvolgendo ormai tre importanti rilievi montuosi: il Pissavacca, il Cornabecco e, da ieri, anche il Monte Barone.
Le fiamme stanno avanzando su entrambi i versanti della montagna. Da una parte scendono verso la Valsessera, dall’altra divorano i pendii che guardano la valle dello Strona, nel territorio di Postua. In alcuni canaloni il rogo è già sceso sotto la quota del rifugio dell’Alpe Ponasca, alimentando la preoccupazione per l’estensione raggiunta dall’incendio e per la velocità con cui continua a propagarsi.
foto di Eligio Onorati
il fumo avvolge le montagne all’alba di oggi
Uno scenario impressionante osservato da tutta la valle
Con il calare della notte il paesaggio si è trasformato in uno spettacolo tanto suggestivo quanto drammatico. Le lunghe linee di fuoco hanno illuminato le montagne rendendo perfettamente visibile l’enorme fronte dell’incendio sia dalla Valsessera sia da Borgosesia e dalla bassa Valsesia. Tra l’altro, da Borgosesia e dintorni si nota anche l’incendio che ha ripreso vigore sulla Res, creando uno scenario inquietante.
In diversi punti le fiamme sono scese molto in basso e, osservate dai centri abitati, sembrano quasi incombere sulle case. Una prospettiva che ha inevitabilmente aumentato l’apprensione tra i residenti, anche se al momento l’emergenza riguarda soprattutto il patrimonio naturale. Sui social network si sono moltiplicate fotografie e video che documentano l’impressionante avanzata del rogo e mostrano un fronte ormai continuo per chilometri. Pubblichiamo qualche immagine tratta proprio dai social, che offrono il punto di vista dei residenti.
foto di Rudi Delpiano
Danni ambientali destinati a segnare il territorio
L’allarme riguarda soprattutto le conseguenze che questo incendio lascerà sul territorio. Boschi, pascoli d’alta quota e aree naturali di grande valore stanno subendo danni che già ora si preannunciano enormi. In molti tratti il fuoco sta attraversando formazioni forestali storiche, con effetti che saranno valutabili pienamente soltanto una volta terminata l’emergenza.
foto di Sandro Mori
Le condizioni meteorologiche non aiutano. Il caldo intenso e la siccità che stanno caratterizzando queste settimane favoriscono la propagazione delle fiamme e rendono molto difficile il lavoro delle squadre impegnate sul terreno. Anche per questo motivo nessuno, al momento, si sbilancia sui tempi necessari per riportare la situazione sotto controllo: la sensazione è che la battaglia sarà ancora lunga.
Ripartono i mezzi aerei, ma cresce anche il dibattito
Con le prime luci dell’alba riprendono le operazioni di spegnimento dal cielo, affiancando il lavoro senza sosta di vigili del fuoco e volontari delle squadre Aib. L’obiettivo resta quello di limitare l’avanzata del rogo e proteggere le zone più esposte, anche se l’ampiezza del fronte rende ogni intervento particolarmente complesso.
Intanto, accanto alle immagini dell’incendio, sui social si è aperto anche un dibattito. Alcuni cittadini si domandano perché i mezzi aerei non siano intervenuti già nel pomeriggio di lunedì, subito dopo il fulmine che avrebbe innescato il rogo, quando le fiamme apparivano ancora circoscritte. Tanto più che l’allarme è stato lanciato immediatamente. Si tratta di interrogativi destinati probabilmente ad accompagnare la fase successiva all’emergenza. Oggi, però, la priorità assoluta resta una sola: fermare un incendio che continua a divorare la montagna e che rischia di lasciare una ferita profonda nel patrimonio ambientale della Valsessera.
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