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CronacaNovarese

Loro Piana, il colpo da film e l’impronta nascosta su un biglietto

Nella notte del 12 novembre 2021 a Sillavengo furono sottratti 543 capi di valore. La fuga tra chiodi e inseguimenti.

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Un commando di almeno sei uomini ha assaltato lo stabilimento Loro Piana di Sillavengo nella notte del 12 novembre 2021. Secondo la ricostruzione emersa nel processo, la banda avrebbe preparato ogni dettaglio dell’assalto: pochi minuti prima delle quattro, gli uomini, incappucciati e con i guanti, sono entrati in azione contro la manifattura specializzata nella lavorazione del cashmere.

Due furgoni senza targa sono stati posizionati sulla strada principale del paese per ostacolare l’arrivo delle forze dell’ordine. Con altri due mezzi, invece, gli assalitori hanno abbattuto la parete posteriore dello stabilimento. In pochi minuti sono stati caricati 543 capi d’abbigliamento di altissimo valore, prima che il gruppo si allontanasse rapidamente dal luogo del colpo.

Chiodi sulla strada per fermare i carabinieri

La fuga ha preso una piega pericolosa quando i carabinieri hanno intercettato i mezzi tra Castellazzo Novarese e Cesto. Per rallentare l’inseguimento, i fuggitivi hanno disseminato l’asfalto di chiodi a tre punte lungo la provinciale della Valsesia. Le punte hanno danneggiato gli pneumatici delle auto dei militari e di alcune vetture private, rendendo difficoltoso il passaggio.

Tra i veicoli rimasti bloccati ci sarebbero stati anche quelli dei responsabili dell’azienda, accorsi dopo l’allarme. «Non siamo riusciti a passare per via dei chiodi», ha raccontato in aula il responsabile della sicurezza. Nella sua testimonianza ha quantificato in circa 34mila euro i danni materiali subiti dall’azienda durante l’assalto e la successiva fuga.

La fuga nei campi e i capi recuperati

Uno dei furgoni è riuscito a dileguarsi in direzione di Novara, mentre un altro è finito contro il guardrail. A quel punto tre occupanti sono fuggiti a piedi nei campi, facendo perdere le proprie tracce. Il veicolo incidentato è stato raggiunto dai carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti sul posto per ricostruire gli ultimi momenti dell’inseguimento.

All’interno del furgone abbandonato i militari hanno trovato parte della refurtiva: ben 264 capi d’abbigliamento sono stati recuperati e sottratti alla disponibilità dei fuggitivi. Ma l’elemento più importante per le indagini non era tra gli indumenti. Nell’abitacolo, infatti, si trovavano anche i resti di un biglietto autostradale destinato a diventare un indizio centrale.

Il biglietto autostradale e il processo

Su quel frammento di biglietto, gli investigatori hanno individuato un’impronta digitale. La traccia ha condotto a Grigore Corlateanu, cittadino moldavo di 33 anni, attualmente irreperibile e unico imputato indicato nella ricostruzione giudiziaria del colpo. Un dettaglio apparentemente insignificante è così diventato un elemento decisivo degli accertamenti condotti dopo l’assalto.

L’uomo deve rispondere delle accuse di concorso in rapina, resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento. La sua posizione è ancora al vaglio del tribunale e le contestazioni restano accuse, non responsabilità accertate. Il procedimento riprenderà nel mese di dicembre, quando proseguirà l’esame della vicenda e degli elementi raccolti dagli investigatori.

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