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Dea compie cento anni: una vita di sacrifici, affetti e ricordi preziosi

Festa a Crocemosso per la centenaria Role Mucet, cresciuta tra i lanifici biellesi. Il sindaco di Strona Davide Cappio le consegna una targa.

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Sabato 31 ottobre la Valle di Mosso ha festeggiato un compleanno davvero speciale: Dea Role Mucet ha raggiunto il traguardo dei cento anni. Nata il 31 ottobre 1926 a Molinengo, frazione dell’allora comune di Soprana, la centenaria è stata protagonista di una festa organizzata nei locali dell’oratorio di Crocemosso. Un secolo di vita, ricordi e affetti, celebrato insieme ai familiari e agli amici più cari.

All’appuntamento ha partecipato anche il sindaco di Strona, Davide Cappio, che ha consegnato alla festeggiata una targa commemorativa a nome dell’amministrazione comunale. Un riconoscimento per una donna che rappresenta la memoria del territorio, testimone di un’epoca fatta di sacrifici, lavoro e profondi legami familiari, ma anche dei grandi cambiamenti attraversati dalla società nel corso di un secolo.

I lunghi cammini verso il lanificio, anche sotto la neve

Dea è cresciuta a Molinengo insieme al fratello Dario e ai genitori Cristina e Giovanni, conosciuti in paese per la gestione della storica osteria locale. La sua giovinezza è stata segnata dal lavoro, iniziato quando era ancora molto giovane come tessitrice nello stabilimento Giletti di Ponzone. Erano anni in cui la fatica accompagnava ogni giornata, soprattutto per chi lavorava nelle fabbriche tessili del Biellese.

Tra i ricordi che Dea ama ancora raccontare ci sono i lunghi tragitti a piedi per raggiungere il lanificio. Quando il turno iniziava alle sei del mattino, doveva mettersi in cammino prima dell’alba, affrontando pioggia, freddo e nevicate. Altrettanto impegnativo era il ritorno dopo il turno pomeridiano, che terminava alle 22. Chilometri percorsi in ogni stagione, senza scorciatoie, testimonianza di una vita costruita sul sacrificio.
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Il matrimonio con Giovanni e una vita tra lavoro e famiglia

Nel 1957 è arrivata una svolta importante nella vita di Dea: il matrimonio con Giovanni Panizza e il trasferimento a Strona. Una nuova casa e un nuovo capitolo, senza però abbandonare l’attività lavorativa. La passione e la dedizione per il lavoro tessile l’hanno accompagnata anche negli anni successivi, quando è entrata nel reparto finissaggio del lanificio Fratelli Tallia di Delfino.

In quello stabilimento Dea ha continuato a lavorare fino al raggiungimento della pensione, attraversando alcuni dei decenni più significativi della storia industriale biellese. Accanto al lavoro, però, la famiglia è sempre rimasta al centro della sua vita. Con il passare degli anni, alla gioia della maternità si sono aggiunte quelle di vedere crescere i nipoti e di accogliere una nuova generazione.

Figlia, nipoti e pronipoti: quattro generazioni di affetto

Dea è mamma di Giuliana e nonna di Alessandra e Federico. Negli ultimi anni ha avuto anche la felicità di diventare bisnonna dei piccoli Elia e Daniele. Quattro generazioni unite da un legame speciale, che rendono ancora più significativo il traguardo del secolo di vita. Una lunga storia familiare fatta di esperienze condivise, cambiamenti e ricordi tramandati nel tempo.

La festa all’oratorio di Crocemosso è stata così l’occasione per ripercorrere tanti momenti della sua esistenza, tra sorrisi, emozioni e racconti. La consegna della targa da parte del sindaco Davide Cappio ha aggiunto un riconoscimento pubblico agli auguri dei familiari. Un compleanno che diventa patrimonio di tutta la comunità, nel segno di una donna che ha attraversato cento anni conservando il valore delle proprie radici.

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