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Allarme Coldiretti: il lupo non è in pericolo, gli allevatori sì

«Il rischio vero oggi è la scomparsa della presenza dell’uomo dalle montagne e dalle aree interne per l’abbandono di migliaia di famiglie».

Allarme Coldiretti: «Serve un piano nazionale per la difesa dal lupo, degli agricoltori e degli animali allevati».

Allarme Coldiretti: i numeri

La presenza del lupo rimane un tema caldo. Sono oltre 900 i lupi presenti nelle regioni alpine, in particolare nelle zone del Piemonte, della Liguria e della Valle d’Aosta e, nello specifico, più di 40 esemplari presenti nelle zone del Biellese e della Valsesia: numeri che hanno costretto, negli ultimi anni, alla chiusura di diverse imprese agricole e al conseguente abbandono della montagna. E’ quanto denuncia Coldiretti nel commentare il primo monitoraggio nazionale del lupo pubblicato nell’ambito del progetto Life WolfAlps EU, in sinergia con Ispra. Gli avvistamenti nelle zone montane sono in aumento: gli ultimi in ordine di tempo tra Valdengo e Piatto nella provincia di Biella e a Civiasco e Rimella in Valsesia.

Un piano nazionale

«I numeri sembrano confermare, quindi, che il lupo ormai non è più in pericolo, ma lo sono i nostri allevamenti di pecore, capre e vacche – evidenziano il Presidente di Coldiretti Vercelli-Biella Paolo Dellarole e il direttore Francesca Toscani – Le istituzioni devono definire un piano nazionale che guardi a quello che hanno fatto altri Paesi UE, come Francia e Svizzera, per la difesa dal lupo, degli agricoltori e degli animali allevati. Il rischio vero oggi – proseguono – è la scomparsa della presenza dell’uomo dalle montagne e dalle aree interne per l’abbandono di migliaia di famiglie».

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