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Da Scopello a Gargallo: l’asino Marcello è diventato una celebrità nazionale

Il caso su “La vita in diretta” e altri programmi. Una quarantina di residenti esasperati per i ragli, più di 30mila firme per farlo restare.

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La storia di Marcello, asinello di quasi quattro anni originario di Scopello e ospitato da luglio a Gargallo, nel Novarese, ha raggiunto in ottobre le televisioni e i giornali nazionali. Tutto è nato dalle proteste di alcuni vicini per i suoi ragli: una vicenda di paese diventata un caso nazionale, dopo il primo articolo pubblicato da Notizia Oggi il 9 ottobre.

Dopo la pubblicazione, la notizia è stata ripresa da La Stampa, Corriere della Sera, VareseNews e La Prealpina, oltre che da Rds e Rtl 102.5, che il 14 ottobre ha intervistato la proprietaria Chiara Tagini. Le telecamere sono arrivate fino al recinto di Marcello: se ne sono occupati il Tg4, Rai 1 con “UnoMattina News” e i canali social di “La vita in diretta”. La storia è approdata anche sull’HuffPost spagnolo.

Il trasferimento dalla Valsesia e le prime proteste

Il viaggio di Marcello era cominciato il 29 luglio, quando Chiara Tagini, Mattia Torraco e lo zio Orlando lo hanno accolto in un terreno vicino alla chiesetta di San Michele e all’azienda Tik. A Scopello, dove viveva prima, non poteva più restare. A Gargallo l’asinello è diventato presto una mascotte: famiglie e bambini si fermano a salutarlo, qualcuno porta carote e finocchi.

Non tutti però hanno accolto con entusiasmo il nuovo arrivato. Una quarantina di persone ha firmato una richiesta contro la sua permanenza, lamentando il disturbo causato dai ragli. Altri abitanti si sono schierati in sua difesa, dando vita a un confronto acceso in paese. Per alcuni è una presenza simpatica, per altri un problema di convivenza da risolvere.

Il nullaosta e la procedura del Comune

Prima di portare Marcello dalla Valsesia a Gargallo, i proprietari avevano interpellato gli enti competenti. Dopo gli adeguamenti richiesti dall’Asl, il sindaco Domenico Tassone aveva concesso il nullaosta. Le successive lamentele hanno però cambiato il quadro: il Comune ha avviato una procedura per la possibile revoca dell’autorizzazione alla permanenza dell’animale.

Intervistato da La Stampa, Tassone si è dichiarato favorevole a lasciare Marcello a Gargallo, pur precisando che l’iter amministrativo deve seguire il proprio corso. Secondo alcuni esperti consultati, i ragli potrebbero essere legati anche alla solitudine dell’asinello; l’Asl, tuttavia, avrebbe escluso la possibilità di affiancargli un secondo asino.

Oltre 34mila firme per difendere Marcello

Nel frattempo la mobilitazione ha superato i confini del paese. La petizione “Marcello deve restare a Gargallo!”, lanciata da Isabel Schiavio su Change.org, ha raccolto più di 34mila adesioni, ovviamente su tutto il territorio nazionale. Domenica 11 ottobre sostenitori e famiglie si sono ritrovati davanti al recinto, mentre Vincenzo Elvini ha persino composto una canzone dedicata all’asinello diventato simbolo della protesta.

Al momento della ricostruzione non risulta alcun ordine definitivo di trasferimento. I proprietari possono presentare osservazioni nell’ambito della procedura avviata dal Comune e il futuro di Marcello rimane quindi aperto. Intanto lui continua a vivere nel prato di Gargallo, ignaro del clamore suscitato dai suoi ragli e dell’attenzione arrivata fino ai mezzi d’informazione stranieri.

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