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Borgosesia ricorda il sorriso di Raffaella, assistente sociale morta a soli 50 anni

Sempre allegra e positiva, entusiasta e coinvolgente. Montano era l’anima di tante associazioni.

Borgosesia ricorda il sorriso di Raffaella, anima di tante associazioni. Si è spenta nel sonno a causa di un arresto cardiaco.

Borgosesia ricorda il sorriso di Raffaella

Sempre allegra, positiva e trascinante. L’entusiasmo era il tratto distintivo di Raffaella Montano. Attiva nel lavoro di assistente sociale e nel tempo libero, il suo sorriso si è spento a soli 50 anni a causa di un arresto cardiaco.

Nata il 2 ottobre del 1970, Montano ha sempre vissuto a Borgosesia. Dopo il diploma conseguito all’istituto commerciale, aveva aperto un negozio di abbigliamento intimo nella piazzetta di via Roma. Poi la decisione di riprendere gli studi e laurearsi nel settore del servizio sociale.

Assistente sociale, poi capo struttura: aveva lavorato in case di riposo della zona, da Borgosesia a Trivero. Negli ultimi anni era alle dipendenze della cooperativa “Nuova assistenza” e prestava servizio nella casa di riposo di Sant’Anna e in una struttura nel Canavese.

Il ricordo dell’amica

Raffaella Montano era molto attiva anche nelle associazioni cittadine. Era stata volontaria in Croce rossa, impegnata nell’oratorio e dirigente nella squadra di pallavolo del Valsesia Team volley.

«Raffaella era una roccia, non si lasciava scoraggiare da niente e da nessuno – la ricorda l’amica Alessia Pettinaroli -. Era una persona estremamente positiva, e per la nostra società sportiva era la bussola, il punto di riferimento. Raffaella era sempre sorridente, amava divertirsi e amava la vita. Dove c’era festa lei era presente: era lei ad aprire il “Chiringuito” in occasione dell’Alpàa e vi restava sino alla chiusura».

«Inoltre, quando le figlie erano piccole, è stata per anni attiva all’oratorio – ricorda Pettinaroli -. Insieme a don Massimo avevamo organizzato molte attività. Lei era nel gruppo famiglia, in cucina e dove c’era bisogno di dare una mano».

Il ricordo degli operatori di Sant’Anna

«Raffy era una colonna della nostra casa di riposo – la ricordano gli operatori con cui ha condiviso questi anni -. Ha lavorato per una ventina di anni, iniziando come operatore ausiliario e tornando come coordinatrice del personale dopo aver conseguito la laurea. Era un vulcano: sempre sorridente, riusciva a prendere tutto con positività. Era una donna forte, sempre presente sia per le attività serie che per quelle più goliardiche. Gli ospiti la adoravano».

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