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Caprile addio Vesto Borsa, sindaco con pala e piccone

Fu primo cittadino tra gli anni Cinquanta e Ottanta. Indossò la prima volta la fascia tricolore a soli 27 anni.

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Caprile addio allo storico ex sindaco: Vesto Borsa divenne primo cittadino a 27 anni.

Caprile addio a Borsa

Caprile deve dire addio a uno dei suoi amministratori più noti. E’ morto a 93 anni Vesto Borsa, storico sindaco di Caprile tra gli anni Cinquanta e Ottanta. Nel 1994 divenne anche Cavaliere della Repubblica, un titolo mai ostentato. Borsa fu uno dei più giovani sindaci d’Italia dell’epoca: a soli 27 anni indossò la fascia tricolore nel 1951. Fu un amministratore all’avanguardia per il periodo: invitò i cittadini a presentarsi con pala e piccone per sistemare la strada permettendo al servizio autobus di giungere in paese per la prima volta, si impegnò a far costruire l’acquedotto comunale e creò un fondo con i gettoni di presenza dei consiglieri.

“Un amministratore solerte”

A ricordarlo è l’amico Gastone Ciancia: «In un momento particolare come quello attuale della nostra storia repubblicana, che lascia l’amaro in bocca a tanti cittadini per il crescente coinvolgimento di figure politiche e amministrative a comportamenti che nulla hanno da spartire con il dovere che deve animare ogni soggetto che desidera servire disinteressatamente la collettività, è doveroso ricordare la figura di Vesto Borsa che fu solerte amministratore per lunghi anni del Comune di Caprile e riuscì a raggiungere quelle aspettative di miglioramento il cui traguardo non era certamente facile, specie per i piccoli centri montani, dopo la conclusione della Seconda guerra mondiale e l’inizio del boom economico».

L’esordio

Ciancia ricorda poi gli inizi dell’attività amministrativa di Borsa: «Fu eletto primo cittadino per la prima volta nel quinquennio 1951-1956 a soli 27 anni, all’epoca fu uno dei più giovani sindaci d’Italia. Fu confermato consigliere e assessore tra il 1961 e 1966, nuovamente sindaco dal 1970 al 1980 e ancora assessore fino al 1985. In tutto, 25 anni al servizio del suo paese natio dimostrando un attaccamento non comune alla sua terra di origine». Era un trascinatore non comune: «Chi, come me, ha conosciuto Vesto in come pubblico amministratore non ha avuto difficoltà di scoprire in lui l’uomo della montagna, caparbio e intransigente nello svolgimento dei doveri per i quali era stato designato dagli elettori del suo pese. Trascinatore non comune, ricordo e conservo ancora i suoi inviti alla cittadinanza a presentarsi con pala e piccone le domeniche mattina per sistemare la strada carrozzabile allo scopo di ricevere un giudizio positivo per la domanda del servizio di autobus, che fu confermato e che portò una ventata di modernità e di sollievo alle fatiche quotidiane di coloro che si recavano a piedi al lavoro fino a Crevacuore e Pray».

L’acquedotto

Poi si impegnò anche per altri servizi: «Un altro successo di grande portata fu la costruzione dell’acquedotto comunale finanziato dallo Stato e inaugurato dal politico valsesiano onorevole Pastore. Da lui imparai molte cose nel campo dell’amministrazione comunale che mi vide impegnato per circa un decennio trovandomi per un certo periodo all’opposizione della sua gestione, ma sempre con rispetto dei propri ruoli. Ricordo l’accordo comune per l’istituzione di un fondo dove versavamo i nostri gettoni di presenza per far fronte a spese che non dovevano pesare sul magro bilancio comunale».

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