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Casa del pellegrino riapre grazie a una famiglia di Saronno

L'apertura è prevista per la primavera.

casa del pellegrino

Casa del pellegrino di Varallo trova una nuova gestione: l’apertura prevista in primavera.

Casa del pellegrino, la riapertura

Finalmente è in arrivo una buona notizia per la “Casa del pellegrino”: la struttura ha trovato qualcuno disposto a prendersene cura. Una famiglia di Saronno che ha colpito molto l’amministrazione comunale e che a breve prenderà le redini della struttura. I locali sono stati assegnati durante la riunione di giunta lunedì e la notizia è arrivata la sera stessa durante il consiglio comunale nella sede del Formont. I lavori inizieranno nei mesi invernali e l’apertura è prevista per la primavera. La ricerca di un gestore per l’albergo ristorante proseguiva da tempo: sono stati indetti ben due bandi di gara e portate avanti diverse trattative private, nessuna delle quali, tuttavia, si è conclusa con la firma di un contratto.

I vincoli

La struttura, un edificio storico racchiuso all’interno del sito Unesco del Sacro Monte, è sottoposta a una serie di vincoli che puntano a tutelare il luogo, ma finalmente qualcuno ha deciso di anteporre la voglia di fare ai “paletti” che in passato hanno frenato altri potenziali albergatori. Mentre la notizia appare come una luce alla fine di un tunnel, il punto di arrivo di un percorso tortuoso, c’è chi preferisce essere cauto prima di cantare vittoria: «E’ fondamentale trovare persone disponibili alla riapertura del “Pellegrino”, ma attenzione ad avere le giuste garanzie e fideiussioni – ha messo in guardia il consigliere Marco Molino durante la riunione di lunedì sera con la giunta -. Il mio è un discorso generale, non conosco queste persone, ma credo sia importante verificare prima di affidare a qualcuno un luogo così importante per Varallo».

Gli studi

Sui nuovi gestori, però, garantisce il primo cittadino: «In passato abbiamo detto diversi “no” e fatto il possibile per evitare di lasciare la “Casa del pellegrino” in mani sbagliate- ha risposto Eraldo Botta-. In questo caso, invece, siamo convinti che questa famiglia possa aiutarci nel recupero del luogo».
Ad apparire conquistato dagli albergatori, anche l’assessore alla cultura Alessandro Dealberto. «Sono stato colpito in positivo: queste persone pensano con il cuore, più che secondo un piano economico- ha detto appoggiando Botta davanti al consiglio -. Basti pensare che hanno trascorso una settimana intera in biblioteca studiando la storia della struttura, gli usi e i costumi del territorio. Ci hanno già presentato anche alcune idee di menu legate alla Valsesia e idee di marketing che dimostrano il loro grande stimolo e la loro passione. A differenza di altri casi davanti a cui ci siamo trovati in passato, qui abbiamo visto tanto entusiasmo».

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