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Cordar Valsesia: tubazioni a rischio se arriva un’altra piena

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Cordar Valsesia: tubazioni a rischio se arriva un’altra piena. Le difese spondali portate via dalla piena del Sessera e del Sesia rischiano di mettere a rischio non solo i paesi, ma anche i collettori gestiti dal Cordar Valsesia.

Cordar Valsesia: tubazioni a rischio se arriva un’altra piena

Sul tavolo del presidente Paolo Croso c’è un lungo elenco di danni. In tutto si parla di 5 milioni circa: viabilità a parte, il Cordar è l’ente più danneggiato dall’alluvione.

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«Il danno più grosso è stato fatto alle difese spondali che hanno ceduto lungo il Sessera e che erano a difesa del collettore, un pezzo è caduto a Coggiola – spiega – . E qui stiamo parlando di oltre 3 milioni e mezzo di euro per le scogliere da sistemare». Poi il presidente snocciola dati: «Abbiamo avuto danni a Cravagliana e Fobello per gli acquedotti per quasi 500mila euro. Tra Camasco, Parone, Balangera altri 300 mila euro per tubature di scarico divelte dall’acqua. E ancora ad Alagna, Pila, Vocca e Scopello altri 300mila euro. Per esempio a Pila la stazione di sollevamento per la depurazione se l’è portata via la corrente». Danni anche in Valsessera. «Abbiamo avuto un grave problema nella zona del Piancone, dopo l’alluvione Trivero era senza acqua e siamo riusciti a trovare una soluzione in poco tempo. Per ripristinare il servizio come era prima serve un investimento da 800mila euro. Il grave problema nella zona del Piancone è anche la logistica, per raggiungere le prese e metterle a posto bisogna portare i mezzi su con l’elicottero che da solo ci costa 12mila euro». Poi la lista prosegue: 350mila euro di danni nella zona tra Portula, Postua, Caprile e Ailoche, altri 100mila euro per Valduggia e Cellio, così come per Boccioleto e Alto Sermenza.

Acqua a tutti

Cordar Valsesia ha affrontato l’emergenza di petto: «La cosa positiva è che in pochi giorni siamo riusciti a dare l’acqua a tutti – riprende Croso –. Poche utenze nella zona di Cravagliana non sono state riallacciate, ma proprio perchè mancava la strada». Serve un aiuto per garantire i servizi e soprattutto la sicurezza per il futuro: «Speriamo che dalla Regione e dallo Stato arrivino i finanziamenti. Noi fatturiamo 6 milioni di euro all’anno e da soli non possiamo far fronte a tutto, nessun ente gestore sarebbe in grado».

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