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Cristina Carrara presenta il suo libro d’esordio

Il volume della giovane scrittrice di Boccioleto si intitola “Siamo fuochi” ed è pronto per la stampa

Debutterà a Scopa l’autrice Cristina Carrara con il suo libro “Siamo fuochi” che si appresta ad andare in stampa. Appuntamento alle 21 nella biblioteca comunale in municipio. All’incontro voluto dal Comune e moderato da Simona Rossi, membro dell’associazione culturale “Al Neust Rumanel”, farà seguito un rinfresco preparato dall’autrice stessa che, fra le sue mille doti, annovera quella di essere un’ottima pasticcera. Il libro è ancora in crowfunding, non ancora edito e stampato. Attraverso la piattaforma bookabook è possibile già prenotarlo. 

Nata e cresciuta a Boccioleto, Cristina Carrara si è diplomata con ottimi voti in ragioneria. «Ho sempre preferito la manualità e la creatività e così, con grande fortuna, lavoro con crescente passione nell’ambiente che più mi si addice: la pasticceria – spiega -. Amo il cinema: “Il Signore degli Anelli”, “Django unchained”, “Bastardi senza gloria”, “Il Castello errante di Howl”». E l’amore per la scrittura come è arrivato? « Amavo leggere prima di scoprire di amare di più scrivere. Scrivendo ho trovato il modo di crearmi un mondo mio. Per me scrivere è uno sfogo, una necessità, un rifugio. Scrivere “Siamo fuochi” si è rivelato terapeutico. Inconsapevolmente ho messo molto di me. Ho messo la me che sono e la me che vorrei essere. Episodi vissuti, riflessioni, sogni. “Siamo fuochi” è il mio primo romanzo».

Per finanziare il libro ha aderito alla campagna Bookabook che è completato per l’80 per cento. E’ possibile pre-ordinare il libro sul sito bookabook.it, una volta raggiunta la quota richiesta potrà essere stampato. Inoltre Francesca Comoil ha realizzato alcuni disegni legati proprio al libro. E sul volume l’autrice aggiunge: «Ho scritto questo romanzo spinta dal desiderio di leggere una storia di questo genere. Ogni personaggio è importante e la storia viene narrata passando da un punto di vista all’altro, a volte con gli occhi del buono, a volte con quelli del cattivo. Ho cercato di mettere a nudo i personaggi, scavare nel loro passato e raccontarne le loro debolezze; giustificare ognuno di loro, dal più ingenuo al più cinico, per il loro carattere e per il loro atteggiamento, mostrando il loro vissuto. Perché sono fermamente convinta che ognuno di noi è fatto a suo modo, in quel suo modo, in relazione a ciò che ha vissuto, subito, sofferto: non esiste eroe senza debolezze o dubbi e non esiste cattivo che non sia stato costretto a diventare così dopo chissà quali sofferenze».

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