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Cup regionale non funziona: ora ci si vorrebbe appoggiare a un call center in Albania

Rispondono sindacati e opposizioni: «Idea assurda. Gli operatori devono conoscere bene la realtà locale».

Cup regionale non funziona: l’assessorato regionale lancia l’idea di un call center anche in Albania.

Cup regionale non funziona

Per risolvere il problema del Cup unico, la Regione Piemonte ha ipotizzato di utilizzare un call center in Albania che possa in parte ricevere le telefonate degli utenti. Una mossa che ha scatenato la reazione sia dei sindacati, sia delle opposizioni.

Il parere dei sindacati

Una settimana fa la Filcams Cgil ha diffuso una nota in cui si evidenzia: «Invece di pensare a spendere denaro pubblico con operatori in Albania, occorre che questa regione rafforzi e ampli il servizio sanitario pubblico: solo così si può rispondere concretamente e seriamente ai bisogni dei cittadini piemontesi».

Alcune soluzioni

«È quindi necessario – continua il comunicato – rafforzare il servizio di prenotazione dal lunedì al sabato, aumentando il numero degli addetti, ed eliminando le prenotazioni di domenica, prive di utilità in quanto i servizi Asl sono chiusi e quindi le prenotazioni vengono rinviate in automatico al lunedì».
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Disagi su cui lavorare

E ancora: «Il servizio Cup unico è d’interesse per l’intera collettività e come tale non può essere soggetto e oggetto di politiche di profitto o di risparmio, con conseguenze gravi anche in ambito occupazionale. L’attuale sistema di gestione delle telefonate impedisce ai cittadini di poter scegliere la struttura e l’orario più agevole, con disagi che determinano nei fatti una contrazione del loro diritto alla salute».

Troppe telefonate interrotte

Altra nota critica è quella del gruppo regionale Leu (Liberi e uguali): «Occorre risolvere da subito la grana relativa all’organizzazione del sistema di prenotazione. I racconti delle telefonate interrotte sono centinaia e non è un caso. Occorre che le chiamate durino il necessario a offrire al paziente un servizio all’altezza, garantendo all’operatore il tempo adeguato a sondare tutte le possibilità di visita e di prenotazioni utili ai cittadini piemontesi».

In Albania non funzionerebbe

«Questo lavoro spesso richiede un po’ più di tempo e una profonda conoscenza del territorio e delle caratteristiche delle strutture sanitarie piemontesi. È evidente che da questo punto di vista non ha nessun senso tentare di abbattere i costi spostando i call center in Albania. Cosa ne può sapere un telefonista che vive aldilà dell’Adriatico di com’è la situazione sanitaria piemontese?».

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