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Emergenza idrica in Valsesia: coinvolte oggi 1682 persone

Appena prima delle vacanze natalizie il Cordar aveva emesso un avviso rivolto a tutti i Comuni coinvolti spiegando la situazione.

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Emergenza idrica in Valsesia, coinvolte 1682 persone: ecco le situazioni a rischio. Pronto un piano di intervento che prevede collegamenti estemporanei e l’intervento delle autobotti

Emergenza idrica in Valsesia

Il Cordar Valsesia ha fatto il punto della situazione con una lettera ai sindaci. Il problema nasce dalla prolungata scarsità di piogge che dura da un anno. L’unica speranza per migliorare la situazione è che torni a piovere con regolarità per dare la possibilità alle sorgenti di riprendersi.

L’emergenza idrica prosegue in Valsesia riguarda 1682 persone. La neve scesa a inizio dicembre e le piogge non hanno risolto di certo i problemi di approvvigionamento idrico che si trascinano da quest’estate.

Cordar Valsesia appena prima delle vacanze natalizie ha emesso un avviso a tutti i Comuni coinvolti spiegando la situazione. Il documento è stato pubblicato dal Comune di Scopa, uno dei centri coinvolti in questa emergenza.

Emergenza diffusa

«Nel territorio a fronte di una mancanza di precipitazioni abbondanti e a causa delle rigide temperature permangono tutte le situazioni di emergenza idrica già segnalate a metà agosto – si legge nel documento di Cordar – a cui se ne aggiungono altre nei Comuni di Alagna Valsesia, Cellio con Breia, Mollia, Quarona, Scopa, Valduggia e Varallo».

Le diverse problematiche

Ad Alagna la problematica riguarda la zona di Boccorio-Riva Valdobbia coinvolgendo 10 persone, a Boccioleto situazione critica in località Cassetti con 20 persone coinvolte (qui come approvvigionamento alternativo è stata individuata una fonte privata). A Cellio con Breia problemi nel centro con 600 abitanti e in zona Allera e Morino Trompa con 30 residenti, nel primo caso l’approvvigionamento alternativo è previsto con presa sul rio limitrofo a Crabia. A Mollia invece la zona di Casa Capietto ha un problema idrico e l’alternativa è una presa sul rio Valpiana. Permane il problema a Scopa, già da quest’estate, con 390 persone coinvolte, qui l’acqua viene garantita dalla presa d’emergenza sul rio. Come si sa nel periodo di Capodanno forti criticità si sono registrate a Valduggia. Anche la zona di Cervarolo e Villa Inferiore a Varallo è alle prese con problemi di approvvigionamento, ma anche Arboerio e Gerbidi. In Valsessera a Coggiola zona Piane e Viera prosegue la mancanza di acqua.

In alcuni casi Cordar Valsesia è intervenuto con prese d’emergenza, non caratterizzate. Questo vuol dire che, per una mera questione burocratica, l’acqua non è potabile al di là della sua qualità. Non essendo stata testata a lungo non può considerarsi potabile.

In un paio di casi è stato possibile appoggiarsi a fonti private, in tutti gli altri casi invece occorre intervenire con autobotti.

Situazione difficile

«Qualora la situazione dovesse ulteriormente aggravarsi – scrive Cordar – l’acqua pur mettendo in campo tutte le risorse a disposizione potrebbe non essere più nelle condizioni di far fronte a tutte le situazioni emergenziali. Si richiede pertanto la massima collaborazione e il pieno supporto da parte degli enti». I Comuni interessati hanno già emesso ordinanze per sensibilizzare la popolazione al risparmio idrico e alla limitazione dei consumi agli usi strettamente necessari.

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