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Gattinara, l’abolizione dei voucher mette in crisi il progetto di solidarietà

“Ti prendo per mano”: nel fondo 42mila euro in donazioni da privati, aiutate più di 40 persone

Il Comune di Gattinara ha ancora voucher spendibili per due mesi. Poi dovrà trovare una formula alternativa per aiutare coloro che sono in difficoltà. Perché, voucher o meno,  il progetto “Ti prendo per mano” proseguirà. Lo conferma il sindaco Daniele Baglione all’indomani del decreto che prevede l’abolizione di questa forma di pagamento per prestazioni lavorative limitate. La formula è una tra le più usate, non solo dalla pubblica amministrazione, per pagare chi lavora solo per qualche ora ogni tanto. 

Col progetto “Ti prendo per mano” il Comune ha avviato una raccolta fondi destinata all’acquisto di voucher spendibili per aiutare persone in difficoltà. Dallo scorso gennaio entrati 42mila euro, soldi che hanno permesso di acquistare buoni per oltre 40 persone, impegnate a vario titolo nella città. C’è chi aiuta a tenere in ordine le strade e il verde, e c’è chi dà un mano negli uffici e in biblioteca. Insomma si tratta di una risorsa importante per il Comune, oltre che, ovviamente, un aiuto per chi deve affrontare un momento di difficoltà. 

«Al momento – dice il sindaco – abbiamo ancora sei, settemila euro nel fondo; serviranno per acquistare buoni lavoro per i prossimi due mesi. E poi vedremo di utilizzare modalità alternative di pagamento, ci stiamo già lavorando. Di certo il progetto non si ferma: ci sono sempre richieste di aiuto e noi continueremo a darlo. “Ti prendo per mano” dà una risposta prima di tutto sociale. La scelta di abolire i voucher è stata devastante e illogica».

I buoni lavoro non sono più acquistabili dal 18 marzo; quelli già comprati dovranno essere spesi entro il 31 dicembre. L’abolizione definitiva dei voucher sarà dal 1 gennaio 2018. Che ci fosse bisogno di maggiore rigore e controlli nell’utilizzo, è fuori discussione. Ma è anche vero che i buoni lavoro sono uno strumento importante, sia per chi ha bisogno di qualche entrata in più, sia per i soggetti, enti pubblici e privati, che necessitano di affidare mansioni occasionali.

«Come sempre – conclude Baglione – anziché colpire le irregolarità, si è preferito fare di tutta l’erba un fascio. Il governo ha fatto un’enorme stupidata eliminando un mezzo nato per dare una risposta ad una esigenza precisa, cioè quella di dare un sostegno lavorativo a chi il lavoro non lo trova. I voucher sono utilizzati ovunque, dai ristoranti alle attività agricole e contribuiscono a contenere il fenomeno del lavoro in nero. Eliminandoli senza prevedere un’alternativa, di fatto si è creato un vuoto normativo che mette nella più totale confusione non solo gli enti pubblici

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