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Ghemme si prepara a restaurare l’antica chiesa di San Fabiano

Grazie a Lions tanti interventi per la conservazione della struttura.

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Ghemme si prepara a restaurare l’antica chiesa di San Fabiano. Attraverso le donazioni dei cittadini e al Lions club Valsesia verranno portati avanti interventi per l’edificio religioso.

Ghemme si prepara a dare un nuovo “look” a San Fabiano

I lavori potranno partire a breve grazie alla somma raccolta, pari a 26.500 euro, 5mila dei quali erogati dal Lions Club Valsesia, che ha assegnato a San Fabiano l’importo del “Premio Muratore”, istituito 40 anni fa.
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La storia della struttura

«Un tempo, il piccolo edificio sacro si trovava appena fuori dall’antica porta della Fornace, che oggi non c’è più, ed era nata come “cappella si sosta”», spiega Maria Beatrice Costa, vicesindaco del paese e legata al gruppo “Amici di San Fabiano”.  

Come è fatta

«San Fabiano – prosegue Costa – ha la classica struttura a pianta rettangolare. Non ha finestre su tre lati, ha però il tetto a due falde e arco di copertura della facciata, che permetteva di sostare durante il cammino. Già nel Cinquecento era stata sistemata, con l’aggiunta del portico anteriore. Sulla facciata, la porta d’ingresso centrale è affiancata da due finestrelle ai lati e sormontata da una terza apertura, che porta luce all’interno».

Il grande affresco

Sulla parete di fondo, dietro all’altare, si trova il grande affresco. «Vi è raffigurato il Crocefisso, con ai due lati San Cristoforo con il Bambino a spalla, tipica raffigurazione iconografica del significato del suo nome,“Portatore di Cristo” si trovava sempre nelle cappelle di sosta – spiega Costa -. A destra è dipinto San Fabiano che, nel terzo secolo, fu ventesimo vescovo di Roma e papa. Sopra questo affresco era stato sistemato un altro dipinto, che è poi stato rimosso e posato sulla parete sinistra; quest’ultimo, opera di Giovanni Groppetti, pittore romentinese, risale al 1900».

Gli “Amici di San Fabiano

Gli “Amici di San Fabiano” di oggi sono gli eredi culturali di coloro che avevano deciso di unirsi per impedirne il degrado. « Il contributo del Lions ci ha dato una bella boccata d’ossigeno – conclude Costa -. Il resto della somma sarà finanziato con i fondi che il nostro gruppo ha raccolto nel corso degli anni».

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