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Più che inverno, un lungo autunno: in Piemonte temperature ben oltre la media

Il trimestre dicembre-febbraio è stato il settimo più caldo degli ultimi 70 anni.

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Più che inverno, un lungo autunno: in Piemonte temperature ben oltre la media. Il trimestre dicembre-febbraio è stato il settimo più caldo degli ultimi 70 anni.

Più che inverno, un lungo autunno: in Piemonte temperature ben oltre la media

L’inverno meteorologico 2025-2026 in Piemonte si è chiuso con un profilo atipico, più simile a un lungo autunno che a una stagione fredda. A tracciarne il bilancio è il Sistema nazionale per la Protezione dell’Ambiente (Snpa), che evidenzia temperature sopra la media, precipitazioni abbondanti e nevicate significative soprattutto in quota.

La temperatura media stagionale si è attestata intorno ai 3 gradi, con un’anomalia positiva di 1,3°C rispetto al trentennio 1991-2020. Si tratta del settimo inverno più caldo degli ultimi 70 anni. A incidere sono stati in particolare dicembre 2025 e febbraio 2026, tra i più miti della serie storica, mentre gennaio ha fatto registrare una parentesi più fredda, interrompendo una lunga sequenza di mesi sopra media.

Alte anche le minime

Nonostante ciò, le minime sono rimaste elevate, riducendo sensibilmente i giorni di gelo. In pianura, compresa Torino, la neve è stata quasi assente: per il terzo inverno consecutivo non si sono registrati eventi significativi, fatta eccezione per una breve comparsa a inizio febbraio. Diversa la situazione a Cuneo, unico capoluogo con nevicate rilevanti grazie alla maggiore altitudine.

Sul fronte delle precipitazioni, l’inverno ha fatto segnare un surplus del 69 per cento rispetto alla norma, con un totale di 248,4 millimetri. Tutti i mesi hanno contribuito all’eccesso di pioggia, con dicembre particolarmente piovoso. Spiccano i dati della zona di Cuneo, dove si sono registrati accumuli molto elevati, anche se con una componente nevosa relativamente contenuta rispetto alle piogge.

Una stagione nevosa

In montagna, però, la neve non è mancata. Le nevicate sono state abbondanti soprattutto sulle Alpi Marittime e nelle valli del Cuneese, dove si sono raggiunti localmente spessori prossimi ai 2,5 metri tra i 1500 e i 1800 metri di quota. A inizio marzo, l’innevamento risultava superiore alla media su gran parte dei settori alpini occidentali e meridionali.

Completano il quadro 24 giorni di föhn, in linea con la media recente, e 58 giorni di nebbia, anch’essi nella norma. Le temperature miti e le frequenti precipitazioni hanno inoltre favorito condizioni generalmente migliori per la qualità dell’aria nei centri urbani. Nel complesso, l’inverno 2025-2026 conferma un trend sempre più evidente: stagioni meno rigide in pianura e dinamiche climatiche sempre più variabili, con effetti evidenti tra fondovalle e alta quota.

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