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Isolella scoperto pozzo del Seicento in casa parrocchiale

E' emersa anche una galleria che collega lo stesso edificio alla strada comunale.

isolella scoperto

Isolella scoperto un pozzo seicentesco sotto la casa parrocchiale: il Gescav in esplorazione.

Isolella scoperto antico pozzo

Interessante ritrovamento sotto la casa parrocchiale di Isolella: un pozzo del Seicento. A ispezionarlo e studiarlo è stato il Gruppo esplorazione e studi cavità artificiali Valsesia (Gescav) di Varallo che già in passato ha svolto analoghe indagini in altri siti della zona. Oltre al pozzo, è stata scoperta anche l’esistenza di una galleria che collega lo stesso edificio alla strada comunale. Il pozzo era stato portato alla luce nei lavori di ristrutturazione della casa parrocchiale, completati nel 2013. La presenza in valle del Gescav, che negli ultimi mesi ha intensificato la propria attività (l’ultimo caso a Caprile, sempre per un pozzo scoperto nel cortile di una abitazione), ha portato a organizzare una esplorazione più approfondita della cavità.

Le caratteristiche

Il pozzo era certamente utilizzato per l’approvvigionamento di acqua, ma l’ispezione ha permesso di studiarne le componenti e le caratteristiche architettoniche. Alle operazioni hanno partecipato il presidente del Gescav Danilo Carpani, che è sceso nella cavità insieme a Carlo Dipietromaria, con Marco Sterna, Claudio Fenaroli e Gigi Giardini. «Il pozzo risale alla metà del Seicento e ha una circonferenza di ottanta centimetri – spiega Carpani -. E’ realizzato in sasso fluviale, con le pietre smussate per assicurare la rotondità. Si presenta in parte riempito, con materiale di risulta, tanto che siamo potuti arrivare a una profondità di 11 metri, anche se è sicuramente più profondo».
Fra le caratteristiche anche la presenza di una tamponatura: «Si trova a una profondità di un metro e ottanta centimetri, a grandezza di una porta che probabilmente metteva il pozzo in comunicazione con una stanza sotterranea, forse una cantina, un deposito».

L’esplorazione

Il pozzo è stato scoperto dopo la rimozione di una pavimentazione: «La chiusura risale agli anni ’30-’40 – conferma il responsabile del Gescav -, i recenti lavori di ristrutturazione lo hanno riportato alla luce e permesso di studiarlo. Importante in questo senso è stata la collaborazione del parroco don Ezio Caretti, di Letizia Giordani che ha fornito indicazioni utili, e di Elisa Marone che ha agevolato i lavori di ispezione».
L’esplorazione ha consentito di scoprire un’altra opera nascosta: «La casa parrocchiale ha anche una galleria che, passando sotto il cortile, sbuca sulla strada comunale – presenta Carpani -. Presenta un’incisione con la data, di cui si leggono ancora le prime due cifre, ossia 16». Lo studio del Gescav prosegue sull’architettura e sulle varie componenti di pozzo e galleria. Le fasi dell’esplorazione sono contenute in un video pubblicato sul canale “Gescav Valsesia” su YouTube.

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