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La tragedia delle foibe in un libro su Norma Cossetto scritto a Ghemme

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La tragedia delle foibe e la tragica storia di Norma Cossetto nel libro di Rossana Mondoni e Luciano Garibaldi.

La tragedia delle foibe

Ghemme tiene vivo il ricordo di Norma Cossetto, barbaramente uccisa in una foiba a soli 23 anni. Il 10 febbraio ricorre il Giorno del ricordo dell’esodo degli italiani delle terre istriane e dalmate e di tutte le vittime delle Foibe. A questo proposito, il 19 febbraio, la professoressa ghemmese Rossana Mondoni, presenterà il libro scritto insieme a Luciano Garibaldi nel 2020, dal titolo: “Dopo la guerra c’è solo la pace”. L’autrice verrà intervistata dal giornalista Gabrio Mambrini e il libro verrà presentato alle 17 in Sala Sforza di Palazzo Gallarati a Novara.

Il testo

«“Dopo la Guerra c’è solo la pace” afferma Mondoni – nasce come aggiornamento del testo “Nel nome di Norma”. Ghemme entra nella storia, poiché punto di partenza della vicenda di Norma Cossetto, raccontata dalla sorella Licia. Siamo partiti dalla storia di Norma Cossetto, diventata simbolo delle Foibe, per ricostruire la storia del confine orientale e del dramma delle foibe alla fine della Seconda guerra mondiale». La storia di Norma Cossetto diventa una “chiave” per aprire una porta e scoperchiare una situazione che è sempre stata tenuta coperta fino a una decina di anni fa «e mi riferisco al dramma degli esuli giuliano dalmati – continua Mondoni -. Licia Cossetto, che ha vissuto per moti anni a Ghemme, ha avuto un grosso ruolo storico: ha fatto conoscere la storia della sorella, morta nelle foibe, e nel 2006 è riuscita a diffonderla, ma nello stesso tempo ha diffuso la coscienza del dramma di tutta la sua gente». Nello stesso anno Licia Cossetto ricevette la medaglia al Valore civile dall’ex Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.

Il ricordo di Norma

Il libro si basa su fonti orali, tipo l’intervista a Licia e ai parenti che avevano vissuto il dramma di Norma e si basa su altri studi sulle foibe e sul confine orientale, discorso che è ancora spinoso, anche se dal 2004 è stato istituito il Giorno del Ricordo, il 10 febbraio, anniversario della firma della pace a Parigi nel 1947, quando il confine orientale è stato dato alla Jugoslavia del maresciallo Tito.
Norma Cossetto aveva 23 anni, era studentessa e figlia del podestà di Santa Domenica di Visinada, per questo venne torturata nel 1943 e uccisa. La figlia per i partigiani slavi e italiani doveva essere uccisa per vendetta. La stessa sorte è toccata ad altre vittime, si pensa dalle 3000 alle 5000 persone, e qualche analisi storica parla di 15mila infoibati. Ma un conto esatto non potrà mai essere effettuato. Fu detto, con brutale espressione, che a Basovizza c’erano 500 metri cubi di morti, quattro per metro cubo.

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