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Il ministro Giorgetti: vi racconto come è nato l’episodio della spigola. VIDEO

Il titolare dell’Economia ricorda Gianluca Buonanno e svela il retroscena di un episodio che ebbe risonanza nazionale.

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E’ stato ricordato durante una messa celebrata nella chiesa di frazione Bornate nella serata di venerdì. A dieci anni dalla tragica scomparsa, Gianluca Buonanno resta vivo nella memoria dei suoi cari ma anche di tantissimi cittadini della zona che lo avevano stimato durante la sua attività amministrativa e politica. Un’attività che si era improvvisamente interrotta nel pomeriggio di domenica 6 giugno 2016, quando Buonanno perse la vita a soli 50 anni in un incidente lungo la Pedemontana lombarda, all’altezza di Gorla Maggiore.

Tra i tanti ricordi arrivati e pubblicati in questi giorni su Notizia Oggi, c’è anche quello dell’attuale ministro dell’economia e delle finanze, il leghista Giancarlo Giorgetti, che rivela come è nata la boutade della spigola esibita in Parlamento nel 2014.

“Come nacque l’idea della spigola”

«Ricordo con grande affetto Gianluca Buonanno – scrive Giorgetti – una persona dotata di un’intelligenza fuori dal comune, di grande creatività, di una capacità di comunicazione che poteva sembrare frutto di un atteggiamento burlone o guascone e invece era risultato di una strategia lucida con l’obiettivo di comunicare in maniera decisa, indelebile e puntuale. Una capacità che in qualche modo gli ho sempre un po’ invidiato perché non posseggo quella natura comunicativa».

«Dopo tanti anni però posso svelare un piccolo retroscena: la vicenda della spigola (il 1 aprile 2014 Buonanno mostrò una spigola nell’Aula della Camera dei deputati come forma di protesta, ndr) nasce da una mia battuta. Gli dissi: ci trattano a pesci in faccia, chissà  se riesci a fare qualcosa che nessuno ha mai fatto. Chissà se riesci a portare veramente un pesce… e lui incredibilmente lo fece davvero. Quando ci disse che aveva una spigola in Aula tutti quanti in qualche modo presero atto che l’impensabile stava diventando realtà…»

“Sarebbe diventato sindaco ovunque si fosse candidato”

«Al netto di questo episodio che mi fa ancora sorridere e  che è impresso nella mente di tutti coloro che ne furono testimoni, vorrei ricordare l’amore di Gianluca per la sua terra, per la Valsesia. Un amore ricambiato tanto che la Valsesia l’ha sempre sommerso di consensi. Posso dire che tutte le volte che capito da quelle parti, le persone mi parlano di lui con rimpianto e affetto. Il suo ricordo e la sua memoria sono ancora vivissime per ciò che ha fatto come amministratore locale per la valle».

«Avrebbe potuto candidarsi in qualsiasi comune diventando sindaco in ogni paese dove si fosse presentato. A tanti anni di distanza il mio ricordo è struggente per un personaggio che non era mai banale e non poteva lasciarti un senso di banalità in quello che faceva».

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