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Nessuno compra le grandi fabbriche di Guardabosone: cartiera e salumificio restano scatoloni vuoti

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Salumificio vuole acquistare lo stabilimento Portalupi: speranze per nuovi posti di lavoro

Nessuna offerta a Guardabosone per le aziende smobilitate: cartiera e Portalupi restano chiuse.

Nessuno compra le grandi fabbriche di Guardabosone

Le due storiche aziende di Guardabosone resteranno chiuse. Le vendite all’asta della ex Portalupi e della cartiera di Guardabosone non hanno infatti visto presentare alcuna offerta. Per cui, salvo sorprese in futuro, non ci sono elementi che possano far pensare a una loro riapertura.

Niente offerte per la cartiera

L’opificio che per decenni ha ospitato la cartiera a Ponte Strona era tornato all’asta lo scorso marzo. La richiesta era 285mila euro, ma era prevista una offerta minima di 213mila euro. Una proposta anche allettante, vista l’ampia metratura a disposizione, ma nessuna offerta è stata presentata. Ora si attenderà una nuova data per mettere l’intera proprietà all’asta (ma questo avverrà solo tra qualche mese) e tra l’altro, come vuole la legge, il prezzo scenderà a ribasso.

«Purtroppo non si sono registrate novità – spiega la sindaca Nicole Bosco -. La nostra speranza è che prima o poi una attività possa ripartire. Di certo il periodo legato al Covid non aiuta a fare investimenti».

Valore immobiliare di 390mila euro

All’interno della struttura ci sono ancora macchinari produttivi, autoveicoli, attrezzature moventi e semoventi, silos in acciaio e vetroresina, varie attrezzature di laboratorio, arredi da ufficio. I lavori eseguiti dall’ultima proprietà appena tre anni fa per il rilancio dell’attività avevano permesso all’immobile di mantenere il valore di mercato. La perizia parla di un valore immobiliare di 390mila euro.

Rimane chiuso anche il salumificio

Anche l’ex Portalupi a confine con Borgosesia rimane ferma al palo. L’asta dello scorso ottobre non aveva portato ad alcuno sviluppo in termini economici. La ditta era già finita all’asta dopo la sentenza di fallimento del 2017, ma per un certo periodo l’attività era ancora proseguita sotto l’insegna di “Portalupi food” che aveva trovato l’accordo con il curatore fallimentare per un affitto del ramo d’azienda.

Si era cercato di portare avanti l’impresa grazie ai contratti stipulati, ma il progetto è durato poco. Già lo scorso anno il curatore aveva manifestato la volontà di avvalersi della clausola risolutiva prevista nel contratto di affitto per procedere alla liquidazione.

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1 Commento

1 Commento

  1. Lorenzo Magri

    7 Giugno 2021 at 14:18

    Sarei molto interessato ad entrambi gli stabilimenti come posso aver contatti con chi realmente conta?? Senza Promesse previo visione delle proprietà.

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