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Nuova antenna alta come un palazzo di undici piani: a Valduggia si scatena la protesta

Già più di 500 i “no” raccolti con una petizione. Sospesi i lavori in attesa di un confronto.

Nuova antenna alta come un palazzo di undici piani a Valduggia. I lavori per la realizzazione della piattaforma sono iniziati nei giorni scorsi e subito i residenti hanno avviato una raccolta firme.

Nuova antenna alta 36 metri poco sopra l’abitato di Rastiglione

Un’antenna per il 5G alta 36 metri, come un condominio di 11 piani. Sorgerà a Rastiglione, nella parte alta della frazione, in un’area privata da cui si domina tutta la valle circostante. I lavori per realizzare la piattaforma su cui verrà innalzato il ripetitore sono iniziati nei giorni scorsi e a Valduggia è scattato subito l’allarme.

Nessuno sapeva nulla

In molti mercoledì 17 febbraio si erano chiesti cosa facesse quell’elicottero che aveva sorvolato più volte il paese. La risposta è arrivata poco dopo: trasportava il cemento necessario per iniziare la realizzazione del basamento. La comunità si è mobilitata subito, è stata creata una chat Whatsapp per informare tutti i cittadini ed è partita una raccolta firme per cercare di bloccare l’intervento.

Lavori concessi l’anno scorso

Stando alle prime informazioni raccolte dai promotori della protesta, la nuova antenna (a Valduggia ne esiste un’altra in località Orbruncio) è realizzata da Wind Tre e i lavori, partiti lo scorso 15 febbraio, dovrebbero concludersi il 15 maggio, mentre la concessione del permesso risale a circa un anno fa.

Partita una petizione

Già dal giorno seguente una piccola delegazione di abitanti della frazione ha espresso il suo malessere sulla vicenda. I residenti hanno avviato una raccolta firme, nella quale si esprimono preoccupazioni di natura sanitaria e per l’alterazione dell’aspetto della collina. La petizione (anche on line su Change.org) ha unito i 130 abitanti di Rastiglione ai residenti di altre frazioni e persone di Valduggia e Borgosesia. E in poche ore le firme per dire no all’eco-mostro hanno superato quota 500.

Uno schiaffo per il paesaggio

«Non siamo contro la tecnologia, ma pensiamo ci voglia buon senso – dice Marco Barberi, portavoce dei frazionisti -. Non possiamo accettare un simile obbrobrio che deturpi la nostra frazione. Rastiglione è un luogo incontaminato e tranquillo, con un panorama che spazia sino al Monviso e Milano. Questo “mostro” rappresenta uno schiaffo per la nostra valle, stravolge il paesaggio e la vita di una comunità. Anche le abitazioni perderebbero di valore».

Lavori momentaneamente fermi

Al momento i lavori sono sospesi, almeno fino a lunedì 1 marzo, quando è stato convocato un tavolo di confronto aperto ai rappresentanti dei residenti di Rastiglione. «Ci siamo ovviamente rivolti al sindaco Pier Luigi Prino, che tuttavia sembra non abbia spazi di manovra con le disposizioni dei nuovi decreti – prosegue il portavoce dei frazionisti -. Il sindaco ha potuto prendere un po’ di tempo, chiedendo la sospensione dei lavori per qualche giorno, almeno finché non si riunisca un tavolo di lavoro per ricevere alcune risposte».

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