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Nuova diga sul Sessera resta principale obiettivo del Baraggia: lettera ai candidati

«Giusto intervenire sugli acquedotti, ma l’acqua va trattenuta per garantire il futuro del territorio».

Nuova diga sul Sessera resta principale obiettivo del Baraggia. Lanciato l’appello ai candidati al Parlamento per avere finanziamenti.

«La diga sul Sessera è l’obiettivo»

Il Consorzio di bonifica del Baraggia scrive ai candidati alle politiche e futuri parlamentari: «C’è bisogno di fondi e progetti». E la diga sul Sessera torna d’attualità. Il direttore Iacopino ha voluto rispondere a chi pensava che il progetto fosse ormai messo nel cassetto: «E’ un intervento che non metteremo mai da parte».

L’obiettivo del Consorzio è quello di sbloccare i progetti fermi, uno su tutti sicuramente l’ampliamento della diga sul Sessera dove la fase di Via è completata, ma da anni mancano i fondi per poter avviare il cantiere. Gli ultimi Governi non hanno previsto un euro per questa partita. Ma Gili ha ricordato che «Le dighe servono a garantire riserve di acqua potabile, producono energia e consentono di irrigare il nostro territorio».

«La diga non la abbandoniamo»

Agli aspiranti parlamentari del territorio, il Consorzio Baraggia ha inviato un dossier con un piano di interventi decennali, modulato per tappe che consentano ai bacini di reintegrare le scorte, in attesa della costruzione del nuovo invaso sul Sessera, opera da 12,3 milioni di metri cubi d’acqua: se ne parla dal 2006, i progetti sono in fase di valutazione d’impatto ambientale, ma mancano i finanziamenti. «È un intervento che non metteremo mai da parte», assicura il direttore, Alessandro Iacopino. In questo modo ha risposto a chi, come “Custodiamo la Valsessera”, pensava che con i lavori di manutenzione il progetto del nuovo invaso andasse a finire nel cassetto.

Proprio nelle scorse settimane erano arrivati anche i camion fino alla centrale del Piancone per portare il materiale. L’intervento prevede la realizzazione di un nuovo camminamento sopraelevato sulla sommità del corpo diga, dove sono state aumentate le luci delle superfici di sfioro.

L’appello ai candidati

Proprio in prossimità delle elezioni del 24 settembre i vertici del Consorzio, vale a dire il presidente Leonardo Gili e il direttore Alessandro Iacopino hanno voluto mettere le cose in chiaro e ricordare che il problema della mancanza di acqua c’è e servono progetti.

A chi si candida per rappresentare il vercellese a Roma e governare l’Italia, i vertici del Consorzio hanno chiesto impegni, anche economici, chiari: qualcuno tra i candidati si è già presentato nella sede per un confronto, altri si sono detti pronti a esaminare richieste e possibili soluzioni.

Per Gili e Iacopino non basta intervenire sulla manutenzione degli acquedotti, la strada per risolvere la siccità sono le dighe.

Hanno infatti spiegato in conferenza stampa: «È sicuramente importante intervenire sulle reti e ridurre la dispersione Ma stiamo parlando di una goccia nel mare. Dati alla mano: per l’idropotabile, in Ato2 vengono usati 45 milioni di metri cubi l’anno. Anche riducendo le perdite dall’attuale 37% al 20%, dato sotto il quale non si scende, si potrebbero recuperare tra i 9 e i 10 milioni di metri cubi per l’uso idrico. Una goccia rispetto ai due miliardi di metri cubi che servono complessivamente».

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Un Commento

  • Ettore ha detto:

    E’ un bene che si continui a tenere vivo l’interesse economico e politico su questo progetto fondamentale, checché ne dicano gli esperti della domenica laureati su Facebook e gli pseudo ambientalisti da circo, che ogni tanto commentano qui.

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