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Prato Sesia lavori partiti per salvare l’antico mulino

Il primo intervento riguarda il recupero del tetto.

Prato Sesia

Prato Sesia sono partiti nelle scorse settimane i lavori di recupero dell’antico mulino: l’intervento, in programma in primavera, era stato fermato dalla pandemia.

Prato Sesia e il suo mulino

L’antico mulino di Prato Sesia verso la sua rinascita. Nelle scorse settimane è stato posato il ponteggio, che consentirà il rifacimento del tetto, ormai logorato dagli anni. Un lavoro che si sarebbe dovuto avviare nei mesi scorsi ma che, come tante altre opere, è stato stoppato dall’emergenza sanitaria. Era infatti il mese di gennaio quando gli amministratori pratesi parlavano del progetto che riguardava la sistemazione di uno degli stabili più antichi del paese, un tempo punto di riferimento per tutta la popolazione, ora luogo da valorizzare e riscoprire.

Gli interventi

Il progetto comprende diversi tipi di opere destinate, nel giro di qualche anno, a riportare la struttura a uno stato di conservazione ottimale, che consenta anche di organizzare visite guidate, convegni, eventi per la promozione del paese e la conoscenza della storia. Il tutto anche attraverso l’allestimento di un piccolo museo. Per realizzare un piano di ampio respiro, l’amministrazione del sindaco Alberto Boraso ha previsto di impegnare una somma complessiva di circa 40mila euro. Ma il primo lavoro, assolutamente urgente, ancor più per lo stop subito a causa della pandemia, è appunto la sistemazione del tetto, fondamentale per la salvaguardia di tutta la costruzione. «Per questo primo importantissimo intervento occorreranno circa 15mila euro – spiega il vicesindaco Alfredo Alberti – mentre per gli altri lavori occorrerà ancora un po’ di tempo. Ma con il tetto a posto si potrà cominciare a pensare al riutilizzo del mulino per alcune iniziative».

Gli “Amici del mulino”

Del mantenimento e sistemazione della storica abitazione si occupa anche un certo numero di persone, riuniti nel gruppo “Amici del mulino”, che hanno collaborato anche nell’individuare la tipologia di interventi necessari per riutilizzarla. Ma è stato grazie anche al nulla osta dato dalla Soprintendenza nei mesi scorsi che i lavori sono potuti iniziare. «Aspettavamo il permesso dall’ente novarese da diverso tempo – conferma il vicesindaco – perché lo stabile è vincolato per le sue caratteristiche storiche. Ora che è tutto a posto, possiamo dare il via alla prima parte delle opere». Il cantiere prevede anche alcune modifiche alla viabilità dell’area circostante. Ad esempio, fino al 9 dicembre una parte del parcheggio situato lungo via Circonvallazione sarà inibita alla sosta dei veicoli, per garantire la sicurezza e la libertà di movimento degli addetti e dei mezzi di lavoro.

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