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Romagnano, Caritas storie di vita a Zero like

Sono quelle raccontate, anche attraverso immagini, durante la serata promossa dalla Caritas parrocchiale in conclusione della Settimana della misericordia.

Storie che nella “classifica” dei social hanno zero “like”, storie complesse alle quali  è difficile attribuire il “mi piace” con il simbolo del pollice alzato. Sono quelle raccontate, anche attraverso immagini, durante la serata “Zero like” voluta dalla Caritas parrocchiale di Romagnano in conclusione della Settimana della misericordia.

“Quanti più pollici alzati si riescono ad ottenere tanto meno ci si sente soli – dicono i volontari della Caritas – Ma nel web e nella vita reale ci sono anche quelli che stanno in fondo alla classifica, che hanno “zero like” e zero follower. Per fortuna c’è qualcuno che si occupa di loro”.

E di  loro si è parlato e raccontato nella chiesa abbaziale: “In tanti penseranno che Romagnano queste cose non succedono – ha detto il parroco don Gianni Remogna -. Noi, volontari della Caritas, aggiungiamo un “forse”. Sono passati quasi cinque anni da quando, tra lo scetticismo, è stato inaugurato il Centro di ascolto Caritas: anche noi non ci aspettavamo quanto avremmo poi toccato con mano. All’inizio il Centro di ascolto era un “supermercato ” a zero euro; poi, piano piano, il lavoro silenzioso del team Caritas ha cominciato a dare frutti. Prima di tutto si è dato un taglio ai furbi, quelli che tanto per cominciare i documenti certificatori del reddito non li hanno esibiti mai. Poi si è conquistata la fiducia di chi si rivolge al Centro Caritas portando con sè problemi e situazioni di disagio che anche a Romagnano purtroppo esistono. In alcune circostanze occorre intervenire subito, altre volte si arriva a una soluzione in tempi più lunghi”. 

La Caritas parrocchiale, tra l’altro, sostiene il percorso formativo di giovani provenienti da famiglie in difficoltà. “L’istruzione e la formazione sono le armi più potenti per cambiare il mondo e così in questi ultimi tre anni abbiamo deciso di “alimentare” la speranza per un futuro migliore, supportando i ragazzi delle famiglie assistite che frequentano le scuole medie sia inferiori siasuperiori. Attraverso i progetti di aiuto allo studio vengono reperiti fondi per pagare gli abbonamenti ai mezzi di trasporto, acquistati i libri di testo ed il materiale scolastico e poi i volontari aiutano i ragazzi a colmare quelle lacune che  si manifestano nel corso dell’anno scolastico”.