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Romagnano piange Carla, puncettaia dalle mani d’oro

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Romagnano piange

Romagnano piange la maestra puncettaia Carla: l’esperta ricamatrice si è spenta a 83 anni.

Romagnano piange Carla

Se n’è andata una delle depositarie dell’antica arte del puncetto. Si è spenta la romagnanese Carla Torelli, conosciuta e stimata maestra puncettaia. La donna, classe 1937, aveva compito in estate gli 83 anni. Era sposata da ben 58 anni con Giulio Tosetti, originario di Ara, dal quale aveva avuto il figlio Giorgio che la ricorda come una mamma molto affettuosa, presente e disponibile. Ha lavorato per tanti anni alla vecchia cartiera Burgo di Romagnano, dove si è congedata per la pensione. Da sempre si è dedicata al puncetto e il suo lavoro di maestra di quest’arte lo svolgeva per passione; era stata prima allieva e poi insegnante di donne di tutte le età all’ex istituto Iviglia fin dai primi anni 2000. La ricordano il marito Giulio, il figlio Giorgio con Miranda, amici e parenti tutti.

Diffondere la tradizione

«Con Carla abbiamo passato bei momenti – ricordano alcune ex allieve di Romagnano -, imparando l’arte del puncetto, e a lei va il merito di aver contribuito a diffondere il tradizionale ricamo anche nella bassa Valsesia». Sempre più numerose erano le “studentesse” che seguivano i suoi corsi a Romagnano il venerdì ed il sabato , lezioni che Carla Torelli che ha gestito per vari anni consecutivi. «Aveva abili mani che tessevano nodi di andata e ritorno precisi e perfetti – dicono ancora le puncettaie – e sapeva trasmettere con sicurezza come eseguire motivi semplici o più complessi di questo tipico ricamo ad ago».

Le lezioni

L’abilità di ricamatrice che la caratterizzava le ha anche permesso di insegnare ad inserire nella stoffa il lavoro eseguito per realizzare tende, centrini e manufatti diversi. «L’orlo a giorno valsesiano era perfetto, grazie alla sua maestria. I momenti di lezione e incontro non solo erano occasione per imparare, ma anche per trascorrere ore liete facendo e disfando ragnetti, autin, ventaglietti e girandole. Con tranquillità, riusciva a seguire, correggere o aiutare ciascuna allieva sistemando il lavoro o spronandola a eseguire stelline semplici, in diagonale o con procedimento misto. La ringraziamo per il tempo che ci ha dedicato come allieve e per l’impegno messo per istruirci: sicuramente non dimenticheremo e lo dobbiamo a lei se ancora oggi prendiamo l’ago per avviare una “cimosa”. Adesso ci piace pensare che sia in cielo, intenta a ricamare i vestitini degli angeli , per farli sembrare ancora più belli».

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