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Ruben Bertoldo, quando il ferro prende vita | VIDEO

L'artista di Gattinara racconta il suo stile, i suoi obiettivi, il suo rapporto con la Natura. Strizzando l'occhio a Gaudì.

Ruben Bertoldo, quando il ferro prende vita. L’artista di Gattinara racconta il suo stile, i suoi obiettivi, il suo rapporto con la Natura.

Ruben Bertoldo, quando il ferro prende vita

In un mondo in cui la linea retta rappresenta la tecnica e il rigore, sempre meno spazio viene lasciato all’estro e alla creatività che invece hanno nelle linee più o meno curve i propri fondamenti. «La linea retta si trova all’inizio di ogni percorso artistico – racconta Ruben Bertoldo, maestro artigiano della forgiatura dei metalli – Poi però ciascuno trova una propria modalità espressiva, trasformando questa linea freddamente dritta in qualcosa di vivo, caldo e armonioso, cioè una linea curva. Non sa quante volte mi sono scontrato con gli addetti ai lavori in ambito di edilizia e arredamento proprio per questa mia passione per le linee curve. Una passione che viene dal cuore perché in ogni curva vedo qualcosa di intrinsecamente vivo e pieno di amore. Guardi in natura: difficilmente si trovano linee dritte. Sempre, invece, le linee curve: un albero, una duna modellata dal vento, una nuvola, un’onda, un filo d’erba, un fiore… E’ la natura che modella ogni cosa grazie alla forza delle intemperie».

Le opere piene di vita

Ed ecco allora Bertoldo impegnarsi per creare opere piene di vita, come il grappolo d’uva (Iron Grape) alla rotonda di viale Garibaldi all’ingresso di Gattinara, ecco tornare l’eterno conflitto tra le rette parallele che non si intersecano mai e le linee curve a volte dolci, altre volte invece contorte: «Dipende sempre dal messaggio che l’opera deve custodire e diffondere – spiega Bertoldo – Prima di tutto ascolto il committente, poi elaboro un disegno, quindi lo realizzo con le tecniche eterne della forgiatura, con il maglio, l’incudine e il martello. Il mio obiettivo? Generare un’emozione dando un’epressione al metallo, solitamente ferro, altre volte corten, oppure alluminio. A volte piegando i diversi materiali al mio volere, altre volte seguendo le curve indicatemi dalla natura». Ne derivano sculture in cui la vita e la Natura vincono sempre: «E sono convinto – conclude l’artista – che alla fine il lavoro migliore non sia quello dell’uomo, ma il suo».

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