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Sanac Gattinara: fumata nera sull’acquisizione. Rischi per l’autunno

La multinazionale indiana solleva questioni sull’aspetto lavorativo

Sanac Gattinara: fumata nera sull’acquisizione. Rischi per l’autunno. La situazione nello stabilimento di Lozzolo ancora una volta è incerta.

Sanac Gattinara

Eppure dopo un anno di attesa si sperava che qualcosa potesse succedere in meglio. L’unica nota positiva è che per ora lo stipendio c’è, in autunno si vedrà. Per gli operai della Sanac rischia di essere un’altra estate di interrogativi. L’unico acquirente potenziale con i requisiti previsti dal bando aperto per la società in amministrazione straordinaria è la multinazionale indiana Dalmia. Ma si stanno profilando dei problemi tecnici legati in particolare alla tenuta occupazionale. Inizialmente erano arrivate una decina di domande, poi via via si erano defilate.

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Si tratta ancora

«Nei giorni scorsi – spiega Alan Orso Manzonetta della Cgil – abbiamo chiesto un incontro proprio per capire come si stava evolvendo la situazione. E’ rimasto un unico potenziale acquirente che è la multinazionale indiana Dalmia. Ci sono però alcune questioni tecniche da superare. I commissari stanno tenendo aperta la trattativa sperando che si possa trovare un accordo che porti all’acquisizione».

Probabilmente i contatti andranno avanti ancora per qualche settimana, se non dovessero concretizzarsi allora si procederà probabilmente con un nuovo bando che avrà una scadenza di almeno quattro o cinque mesi.

«E questo fatto rappresenta una buona notizia – riprende il sindacalista della Cgil – perchè vuol dire che l’azienda potrà continuare a lavorare».

La situazione lavorativa

Ma la situazione lavorativa desta preoccupazione. Al momento è attiva la cassa integrazione per parte del personale. Però nell’ultimo periodo gli ordini di Acciaierie d’Italia sono diminuiti progressivamente e ovviamente è una situazione che si fa sentire. Il motivo? Difficile da spiegare.

Gli ordini da parte di Acciaierie d’Italia, che rappresentano quasi l’80% della produzione, sono “congelati” da mesi in seguito ai contrasti con ArcelorMittal (il colosso franco-indiano che aveva rilevato Ilva e oggi è parte di Acciaierie d’Italia con lo stesso ministero dello Sviluppo economico). In compenso altre aziende si stanno rivolgendo a Sanac. Il lavoro è assicurato fino a tutto settembre.

Questa situazione rischia da ottobre di far aumentare il monte ore di cassa integrazione. Già era stata aumentata in seguito all’aumento del costo dell’energia. «Speravamo di poter arrivare a un punto di ripartenza – spiega ancora il sindacalista – invece siamo ancora qui a parlare di trattative».

 

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