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Servono mille utenti per la comunità energetica della Valsesia

I benefici economici potrebbero arrivare a 700mila euro all’anno.

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Servono mille utenti per la comunità energetica della Valsesia. I benefici economici potrebbero arrivare a 700mila euro all’anno.

Servono mille utenti per la comunità energetica della Valsesia

C’è un progetto che in Valsesia ha già superato la fase delle buone intenzioni e ora chiede un salto decisivo di qualità. È quello della Comunità energetica (Cer) della Valsesia, che all’indomani della prima assemblea dei 44 soci fondatori traccia un bilancio positivo ma lancia anche un messaggio chiaro al territorio: per far davvero decollare l’iniziativa servono almeno mille adesioni da parte dei privati cittadini.

Oggi la Cer può già contare su un numero consistente di soci produttori. Il prossimo passo, cruciale, riguarda l’ingresso dei Comuni della valle e soprattutto dei consumatori, pubblici e privati.

Benefici economici importanti

I numeri spiegano bene perché la partita è tutt’altro che simbolica. Con un’adesione ampia e diffusa, i benefici economici complessivi generati dalla Comunità energetica potrebbero oscillare tra i 150mila e i 700-800mila euro all’anno, risorse che verrebbero poi redistribuite tra i soci. Una prospettiva concreta, che si traduce in risparmi in bolletta e in un ritorno diretto per chi sceglie di partecipare.

«A breve partirà una campagna di informazione a tappeto su tutto il territorio – spiega il presidente Francesco Pietrasanta –. I Comuni della Valsesia stanno già espletando le procedure per entrare nella Comunità energetica, utilizzando la produzione di energia locale per alimentare gli edifici pubblici. Ma ora è fondamentale che anche i cittadini facciano la loro parte».

Ora serve l’adesione dei privati

Il cuore del progetto, infatti, è proprio la partecipazione diffusa: «L’obiettivo è raggiungere almeno un migliaio di adesioni – continua Pietrasanta – per generare un effetto virtuoso sia sulle bollette sia sull’ambiente».

Ora la sfida passa ai cittadini. La riuscita del progetto non dipende solo dagli impianti o dai regolamenti, ma dalla capacità di coinvolgere famiglie e imprese in una visione condivisa. Mille adesioni non sono soltanto un numero: rappresentano la massa critica necessaria per trasformare la Comunità energetica in un motore stabile di sviluppo.

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