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Spariscono i negozi di quartiere: in dieci anni chiuse 8mila attività in Piemonte

Dal 2015 al 2025 crollo del piccolo commercio: i dati provincia per provincia. Cresce la preoccupazione per il futuro dei centri urbani.

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In Piemonte negli ultimi dieci anni hanno chiuso oltre 8mila negozi di vicinato. I dati diffusi da Nomisma descrivono una crisi diffusa in tutta la regione tra il 2015 e il 2025. Torino è il territorio che registra il numero più alto di attività scomparse, ma il fenomeno interessa tutte le province piemontesi. A pesare sono soprattutto i costi di gestione, l’aumento degli affitti e il cambiamento delle abitudini di acquisto.

Torino maglia nera, Biella e Vercelli le peggiori per percentuale

Il dato più pesante in termini assoluti riguarda Torino, che negli ultimi dieci anni ha perso 4.269 esercizi commerciali. La crisi però non si concentra soltanto nel capoluogo e coinvolge in modo trasversale tutto il Piemonte.

Guardando alle percentuali, le situazioni più critiche emergono a Biella e Vercelli. Secondo il report di Nomisma, il calo delle attività commerciali dal 2015 al 2025 è stato:

  • Biella: -15,9%
  • Vercelli: -15,5%
  • Alessandria: -13,6%
  • Novara: -13,2%
  • Asti: -13,1%
  • Verbano Cusio Ossola: -4,5%

Nel territorio astigiano la flessione corrisponde alla chiusura di 533 negozi in un decennio. Un dato nettamente superiore rispetto alla media nazionale, che si attesta al -6,7%.

I comparti che soffrono maggiormente

La riduzione delle attività riguarda soprattutto il commercio tradizionale di prossimità. A essere colpiti sono i negozi che storicamente animavano i centri cittadini e i quartieri, oggi sempre più in difficoltà davanti all’aumento dei costi e alla concorrenza delle grandi piattaforme.

Le contrazioni più evidenti si registrano nei settori cultura e svago, tessile e abbigliamento, ferramenta, gioiellerie, arredamento e alimentari. Segnali più positivi emergono invece dal commercio di articoli per l’edilizia, che mostra una maggiore capacità di tenuta rispetto ad altri comparti.

Affitti in crescita e città che cambiano volto

Secondo l’osservatorio di Nomisma, il valore di vendita degli immobili commerciali è diminuito negli ultimi dieci anni, mentre i canoni di locazione hanno continuato a crescere. Una situazione che mette ulteriormente sotto pressione le piccole attività.

Nel Verbano Cusio Ossola gli affitti dei negozi sono aumentati del 30,6%, mentre a Novara la crescita è stata molto più contenuta. Per Nomisma il rischio riguarda non soltanto l’economia locale, ma anche la qualità della vita urbana.

Le possinili ricette

La progressiva scomparsa dei negozi di vicinato impoverisce infatti il tessuto sociale e modifica profondamente l’identità delle città piemontesi.Francesco Capobianco, responsabile delle politiche pubbliche di Nomisma, sottolinea che la desertificazione commerciale può essere contrastata attraverso collaborazioni territoriali e strategie condivise tra enti pubblici e operatori privati. Secondo il report, senza interventi concreti il rischio è quello di perdere progressivamente i punti di riferimento che storicamente hanno caratterizzato i centri urbani piemontesi.

 

 

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