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Stroncato da malore a 37 anni: il funerale a Boca

Il decesso di Andrea Vicario risale alla scorsa settimana ed è avvenuto in Nord Africa, dove l’uomo si era trasferito per lavoro.

Stroncato da malore a 37 anni: il funerale a Boca. Domani, mercoledì 30 giugno, l’ultimo saluto ad Andrea Vicario, il giovane imprenditore di 37 anni morto in Tunisia la scorsa settimana dove lavorava.

Stroncato da malore a 37 anni: il funerale a Boca

Il funerale sarà celebrato mercoledì 30 giugno nella chiesa del santuario di Boca: alle 14.30 ci sarà la recita del rosario, a seguire la funzione funebre. Seguirà la tumulazione al cimitero di Cureggio. La famiglia ringrazia tutti coloro che parteciperanno alla cerimonia. E la stessa famiglia non chiede fiori, ma donazioni all’Avo, causale “In memoria di Andrea”. Iban IT 31U050 344522 000000000 1177.

Andrea Vicario lascia la moglie Halima a cui era legato ormai da qualche anno e che aveva conosciuto proprio durante il suo soggiorno in Tunisia, la mamma Carmelina, le sorelle Donatella con Marco e Katia con Ramon, oltre al fratello Christian, gli amati nipoti Frida, Carlo, Andrea e Giulia.

La tragedia

Le comunità di Boca e di Borgomanero in lutto per l morte di Andrea Vicario, 37 anni. Il ragazzo è stato colpito da un malore improvviso in Tunisia, paese dove viveva e lavorava ormai da quattro anni. La tragedia risale alla scorsa settimana.

L’uomo aveva vissuto a lungo o a Borgomanero prima di prendere poi la strada della Tunisia. Qui si era sposato e aveva trovato anche un lavoro che gli piaceva.. Era responsabile della qualità in una grande azienda per la produzione di calzature da lavoro. Il lutto ha colpito l’intero borgomanerese, dove la famiglia è conosciuta.

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Andrea Vicario lascia anche tanti amici con i quali continuava a mantenere i contatti nonostante la lontananza. Anche loro sono stati toccati dal lutto.

«Viveva in Tunisia da qualche anno – lo ricorda un amico -, ma grazie ai social rimanevano sempre in contatto. Quando abbiamo saputo della sua morte è stata una tragedia, era un bravo ragazzo ben voluto da tutti e in Tunisia era riuscito anche a trovare un lavoro che gli piaceva».

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