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Sua figlia sta male, servono soldi. Ma i truffatori sbagliano ospedale

A Sostegno una donna è finita nel mirino dei malviventi, ma ha sventato l'inghippo.

“Sua figlia sta male”: a Sostegno dei truffatori hanno tentato di raggirare un’anziana facendo leva sulla preoccupazione per i suoi cari. Ma un errore li ha traditi.

“Sua figlia sta male”

La truffatrice si è tradita e l’inghippo non è andato in porto. Ancora raggiri in Valsessera, per fortuna questa volta non è andato a segno.
Ad essere presa di mira una anziana di Sostegno che ha ricevuto una chiamata allarmante: la figlia era ricoverata e servivano soldi per farmaci costosi da acquistare con urgenza. Qualcuno sarebbe passato di lì a poco per ritirare il contante. La donna era pronta a mettere mano al portafogli, ma quando ha chiesto in quale nosocomio fosse ricoverata la figlia, la truffatrice dall’altro capo del telefono ha risposto Varallo. Un dettaglio che ha svelato la truffa. L’anziana per fortuna è ben informata del fatto che nella città del Sacro Monte il nosocomio non c’è più da anni.

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La chiamata

«L’altra sera una persona anziana, residente in paese, amica di mia mamma, ha ricevuto sul cellulare una chiamata truffa in cui la persona in questione si spacciava per sua figlia, solita trafila in cui si parlava di un ricovero in ospedale, farmaci costosi e si chiedeva se vi erano contanti in casa o oro da dare – racconta una donna testimone della vicenda -. La truffatrice alla domanda in quale ospedale fosse, ha commesso un errore parlando di Varallo. A questo punto la truffa si è scoperta, ma se avesse parlato di altri ospedali cosa sarebbe successo?».

Le informazioni

Per questo è importante far passare il messaggio: «È vero che di raggiri ne sentiamo parlare spesso e ormai le persone dovrebbero saperlo, ma stiamo parlando sempre di persone anziane e molte volte, purtroppo, riescono comunque ad essere ingannate. Il mio è un invito a non “cascarci”, a non dare informazioni private e soprattutto ricordatevi che nessuno dei vostri cari vi chiederà mai soldi al telefono. Se ricevere telefonate simili, riattaccate e avvisate immediatamente le forze dell’ordine».

Altri tentativi

In Valsessera già nelle scorse settimane si erano verificati altri tentativi di raggiri, alcuni andati a segno. Tra Coggiola e Pray lo scorso mese due anziani avevano consegnato soldi a un uomo che diceva di aver lavorato per un impresario della zona e che aveva chiesto soldi promettendo di riconsegnarli a breve. Addirittura sconosciuti avevano cercato di contattare delle persone anziane spacciandosi per medici con il compito di vaccinare porta a porta. I primi a segnalarlo e a lanciare l’allarme, erano stati i sindaci di comuni della Valsessera come Coggiola, Pray e Portula. Il consiglio è sempre lo stesso: diffidare di chi chiede soldi per telefono o presentandosi alla porta.

Immagine di repertorio

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