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Sul Monte Rosa estratto il ghiaccio di 10mila anni fa

Il team italo-svizzero ha perforato il Gorner. La storia e le modifiche al clima si “leggono” negli strati gelati.

Sul Monte Rosa estratte due “carote” il ghiaccio di 82 metri. Era il progetto internazionale Ice Memory.

Sul Monte Rosa estratto il ghiaccio di 10mila anni fa

Missione riuscita sul Monte Rosa. Il team italo-svizzero di scienziati del progetto internazionale Ice Memory ha estratto due carote profonde oltre 80 metri dal ghiacciaio Gorner. Una di queste è destinata alla “biblioteca dei ghiacci” che sarà realizzata in Antartide.

«Un pezzo di Monterosa rimarrà conservato nel tempo per gli scienziati delle future generazioni – commenta il direttore di Monterosa 2000 Andrea Colla -. La missione è stata organizzata dall’Istituto di scienze polari del Cnr, dell’Università Ca’ Foscari di Venezia e dal Paul Scherrer Institut».

Tutto documentato su facebook

Sono stati giorni intensi e difficili. Il gruppo di esperti ha dovuto fare i conti anche con condizioni climatiche avverse. C’è voluta tanta pazienza e professionalità, alla fine il risultato è stato ottenuto. Sono gli stessi studiosi a raccontare l’esperienza.

Il 6 giugno sulla pagina ufficiale facebook hanno pubblicato il seguente testo.

Dopo tre giorni di duro lavoro, finalmente è stata raggiunta la profondità finale di 82 metri. Tutti abbiamo ammirato con entusiasmo le ultime sezioni del nucleo di ghiaccio di quello che potrebbe essere più di 10mila anni fa. Quali segreti sono intrappolati in questo vecchio ghiaccio? Quali nuove scoperte scientifiche riusciremo, come comunità scientifica? Grazie a questa perforazione del nucleo ghiacciato, una futura generazione di scienziati avrà un prezioso archivio di ghiaccio da utilizzare e rispondere a queste domande. Questo rende tutti noi davvero orgogliosi del nostro lavoro.

Gli ultimi giorni dell’operazione

E nei giorni finali dell’operazione hanno raccontato: «Quella di lunedì è stata una giornata normale, interrotta dalle alte temperature nella tenda di perforazione, circondata dalle nuvole. Martedì, ci siamo svegliati alle 5, e alle 6.30 già stavamo perforando. Abbiamo raggiunto la roccia per il secondo nucleo di memoria di ghiaccio intorno a mezzogiorno. In seguito, abbiamo forato un nucleo superficiale che verrà analizzato al Paul Scherrer Institut, e poi abbiamo smontato il campo».

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