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«Troppi sentieri devastati da vandali su due ruote»

«Cross ed enduro abusivi distruggono i percorsi della Valsesia, cancellando il lavoro dei volontari e mettendo a rischio escursionisti e biker. Faccio un appello a forestali e guardie provinciali».

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Da Ferruccio Baravelli, assiduo frequentatore della montagna valsesiana, riceviamo e pubblichiamo.

«C’è chi la montagna la ama, la cura e la rispetta e c’è chi la usa come un parco giochi privato, distruggendo in pochi secondi il lavoro di mesi. Parliamo dei nostri sentieri, quelli della Valsesia, patrimonio di tutti. O meglio, di quello che ne resta dopo il passaggio selvaggio di moto da cross ed enduro. Una piaga che ha superato il livello della semplice “maleducazione” ed è diventata una vera e propria devastazione ambientale e sociale.

Il sudore dei volontari contro la spocchia di chi distrugge

Dietro a ogni sentiero pulito, segnalato e sicuro non c’è un’entità astratta o un servizio pubblico pagato. Ci sono persone in carne e ossa. Ci sono i volontari del Cai, delle associazioni private come, per esempio, i ragazzi i Gatti bikers di Gattinara, o gli E-Gravity di Serravalle, il Gs Alpini e tanta altra gente appassionata, che nei fine settimana si spacca la schiena per riparare i danni causati dalle piogge e dai sempre più frequenti venti tropicali, per ricostruire gradini, sistemare i passaggi con tronchi e terra e strappare i percorsi all’abbandono. Lo fanno gratis, per amore del territorio, a beneficio di famiglie e amanti dell’escursionismo, della corsa in montagna o della Mountain Bike.

Poi arrivano loro. Ruote tassellate, motori imballati e fango che vola. In pochi minuti, il lavoro di ore di piccone e vanga viene polverizzato. E il danno oltre alla beffa: se un volontario prova a protestare, questi signori si permettono persino di ridergli in faccia. Tanto, pensano, “chi ci ferma?”

Le “carovane del fango” dal Nord Europa

La situazione è sfuggita di mano. Non siamo più al ragazzino locale che fa il giro nel bosco. Qui parliamo di un vero e proprio business abusivo: carovane di furgoni e camion carichi di moto da cross ed enduro che arrivano direttamente dal Nord Europa. Vengono da noi perché sanno che qui regna l’impunità, attirati da “pseudo-guide” compiacenti che – rigorosamente in nero – li accompagnano a devastare la nostra valle molto allegramente.

Chi ne ha incontrato almeno uno, sa anche quali sono i rischi in termini di sicurezza, per chi cammina o pedala. Tanto nessuno li becca, tanto nessuno li sanziona.

Una legge vecchia (e scritta male) che va cambiata

Eppure la legge ci sarebbe: è la Legge Regionale del Piemonte n. 32 del 1982, che vieta l’uso di veicoli a motore sui sentieri. Ma diciamoci la verità: quella legge è stata scritta da chi ignorava la realtà dei fatti, facendo di tutta l’erba un fascio commettendo un errore gravissimo.

Mettere sullo stesso piano i crossisti devastatori e chi pratica il Trial è un’assurdità tecnologica e pratica. Mentre le moto da cross ed enduro spaccano i gradini, scavano e destabilizzano i sentieri, distruggono i riempimenti di terra, le moto da trial fanno l’esatto contrario. La ruota da trial non crea buchi, non rompe i gradini ma, anzi, schiaccia la vegetazione infestante impedendo all’erba di cancellare il sentiero. I trialisti storicamente sono i primi custodi dei percorsi, attenti alla pulizia e alla manutenzione e la loro velocità può essere compatibile per sicurezza con chi semplicemente cammina sui percorsi. Sarebbe ora che la politica modificasse questa legge obsoleta, distinguendo chi distrugge da chi, invece, la montagna la rispetta e la tiene viva.

L’esempio della Val Grande: muoversi si può (e si deve)

Siamo al limite, ma non è una battaglia persa. In Val Grande è successa la stessa identica cosa: erano arrivati al punto di non ritorno, finché qualcuno ha deciso di rompere il silenzio, denunciando tutto pubblicamente sui giornali. La voce è diventata un coro e le forze dell’ordine si sono mosse. I carabinieri forestali e le guardie provinciali sono intervenuti in forze, correndo ai ripari con controlli serrati, sequestri e sanzioni pesanti. L’ordine e la legalità sono stati ripristinati.

Chiediamo che succeda lo stesso anche qui, in Valsesia. Le nostre montagne non sono una terra di nessuno. Facciamo appello ai Forestali e alle Guardie Provinciali: sentite il grido d’aiuto di questo territorio. È ora di presidiare i sentieri, di fermare questi vandali e di staccare pesanti verbali che facciano passare la voglia di ridere. Per i crossisti ed enduristi seri ci sono piste e percorsi dedicati, devono imparare tutti ad usare “solo” quelli. Difendiamo il lavoro di chi fatica e il diritto di tutti a camminare, correre o pedalare in pace. Prima che sia troppo tardi, prima che anche i volontari abbandonino le speranze e con esse il nostro prezioso e storico territorio…
Ferruccio Baravelli

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25 Commenti

1 Commento

  1. alessandro belviso

    13 Giugno 2026 at 23:40

    tra i percorsi collinari gattinara bornate nel periodo in cui ci giro invernale li ho sempre incrociati o sentiti e sono un potenziale pericolo per gli escursionisti, oltre a far solchi nel terreno ed essere rumorosi

  2. simone ferrian

    14 Giugno 2026 at 0:22

    gentile Sig Baravelli, è evidente da ciò che ha scritto che Lei è o è stato (o i suoi amici lo sono), un trialista e un ciclista di gravel, bici elettrica o similari . naturalmente Lei è un amante della montagna mentre gli enduristi sono dei demoni bastarti distruttori. è giusto che non possano continuare con la loro passione mentre lei si . le ruote tassellate distruggono mentre quelle da trial massaggiano e coccolano i sentieri. le sue parole si commentano da sole, se uno ha un minimo di cervello. certo oggi il cervello è uma cosa inusitata perciò gli ambientalisti trialisti e ciclisti come lei le faranno un gran plauso . personalmente non verrò MAI a fare enduro in Valsesia e spero che più nessuno venga così chi ha più cervello di lei si accorgerà che una pioggia scava i sentieri ben più dei tasselli. mi raccomando per completare l’ipocrisia compri anche una bella macchina elettrica se non ce l’ha già. comunque io che faccio enduro nelle mie zone, i sentieri li pulisco con decespugliatore e motosega esattamente come fa lei , forse .

    • Francesco

      14 Giugno 2026 at 9:06

      A parte che la montagna è di tutti e il CAI deve smetterla di sentirsi il padrone delle montagne,anche io a volte passo per sentieri da giovane qualche volta oggi meno ma ho sempre rallentato e salutato con rispetto i passanti,pulito sentieri in primavera quando sono inagibili e rispettato e amato la natura e in giro trovo Sempre molte persone che si fermano a fare 2 chiacchiere con il massimo rispetto reciproco perché per me andare in moto nella natura non significa fare una gara ma anche fermare la moto appoggiandola a un pianta e sedermi da solo isolato a riflettere e fare un punto della situazione sulla mia vita ,il mio lavoro e la mia famiglia ma so che alcuni non riescono a capirlo e forse lei è uno di questi.Sarebbe bello dedicare sentieri ben divisi a tutti i tipi di utilizzi:bici,moto,escursionisti tanto la montagna è grande e c’è spazio per tutti ma finché gente come lei continua a sentirsi proprietaria di un bene comune non si va da nessuna parte.Un abbraccio a tutti

  3. Roberto Ongarini

    14 Giugno 2026 at 8:21

    Abusivi, rompere il silenzio… trial buoni cross ed enduro brutti cattivi lanciatori di fango 😂😂

  4. Marcellino Trentin

    14 Giugno 2026 at 9:23

    molto probabilmente se i comuni o chi per esso CURASSERO! i sentieri in modo corretto ,non ci sarebbe bisogno di inventarsi nuovi tracciati nei boschi per cercare di districarsi tra piante cadute da mesi se non da anni facendo ulteriore danni a quelli già esistenti.Non sono un motociclista ma so vedere lo scempio di questa zona tra valsesia e lago d orta .

  5. Andrea B

    14 Giugno 2026 at 10:01

    Mah.. il sentiero cambia a seconda del meteo del periodo. Se vai in enduro da Serravalle Sesia a Monchezzola a Luglio la terra è così compatta che non lasci nemmeno una traccia. Se ci vai dopo un diluvio forse. Cmq il problema secondo me è che hanno vietato i percorsi. Così chi fa enduro va in sentieri minori nascosti. Se si potesse salire in enduro a Passo Salati, a Mera (anche in giorni predeterminati) allora le moto andrebbero sulle stesse tracce dove passano i pick-up di Monterosa Ski e dei gestori dei rifugi. Tracce più ampie e compatte. Se stacchi le multe proprio dove la moto non dà danni, allora poi le persone andranno in posti più nascosti. Bisogna mettersi in testa che ci deve essere posto per ogni passione perché a vivere facendo crociate contro gli altri, poi scopri un giorno che “gli altri” faranno una crociata anche contro la tua passione.

  6. Mario

    14 Giugno 2026 at 10:14

    concordo pienamente col commento di Simone.
    È ora di finirla di puntare il dito sugli enduriristi.Molti sentieri nella mia zona sono stati tenuti aperti proprio dagli enduristi che da anni passando li pulivano . Altrimenti a quest’ ora sarebbero spariti coperti dalla vegetazione.Gli enduristi pagano tasse e bolli come lei e quindi è giusto che ci siano spazi anche per loro .
    Anche su zone dove potrebbero girare tranquillamente senza recare danni ci sono divieti.Adesso quando si vede una moto da enduro si vede già un criminale. Invece di mandare forze dell’ordine ad inseguire gli enduristi mandiamoli a proteggere il territorio da ladri e spacciatori che forse è meglio.
    Invece di sparare sugli enduristi guardiamo chi inquina e rovina il territorio veramente.Trattamenti selvaggi di frutteti e Vigneti inquinamento di corsi d’acqua.

    • Mario Adami

      16 Giugno 2026 at 14:00

      ormai sono trenta anni che sento queste sentenze da chi non capisce assolutamente niente di cio di cui sta parlando.Sono tutti capaci ad aprire bocca e fare uscire aria anzi è ormai lo sport preferito di chi non ha altro da fare per passare il tempo.Premetto che sono un endurista da 30 aa e che rispetto tutto e tutti ma non sopporto chi parla senza cognizione di causa:motocross non si fa in campagna od in montagna ma in campi adibiti con curvoni e salti all interno di un circuiti utilizzando moto piu corte e con motori decisamenti piu esplosivi e scarsa coppia ai bassi regimi di giri;Chi fa trial solitamente non percorre lunghe distanze ma ama zone circoscritte con ostacoli naturali al limite dellincredibile questo intuitivamente lo si capisce anche da i piccoli serbatoi le selle praticamente inesistenti e motori con coppia bassissima ma non adatta a lunghi percorsi;infine chi fa enduro utilizza moto molto versatili con coppia bassa per passaggi hard e possibilita di fare tratti lunghi e volendo anche veloci.Ora prima di fare di ogni erba un fascio vorrei chiarire la differenza tra endurista con una sua deontologia e ragazzini smanettoni che si con qualsiasi mezzo vanno per boschi a terrorizzare animali e persone.Dalle mie parti noi enduristi andiamo a bassi regimi per boschi e montagne poiche è l unica maniera per”montare” e non incorrere in rumorosi fuori giri,buchi nel suolo o fratture varie.inoltre noi viaggiamo attrezzati per riaprire sentieri chiusi da rovi frane o caduta alberi. Non contenti raccogliamo plastica vetro e alluminio che in varia forma viene gettata nei boschi da chi va a piedi(bada bene non ho detto quelli del Cai anche se una volta ho raccolto in montagna una bomboletta di tinta rosso cai con cui vengono impunemente marchiati sassi ed alberi).Tutta questo per dire che come noi enduristi rispettiamo quelli del Cai senza confonderli con chi va a fare lascampagnata la domenica o i cercatori di funghi o chi piu semplicemente non rispetta la natura cosi vorrei che fosse riconosciuta la correttezza dell endurista senza confonderlo con chi va in montagna a devastare su due ruote.Ultima riflessione:come la mettiamo con le voragini e le devastazioni effettuate dai trattori che a vario titolo vanno per boschi????

  7. alessandro belviso

    14 Giugno 2026 at 11:24

    a 14 anni mi regalarono il 50 regolarità/cross a cui si piazzava poi carburatore min 19 fino addirittura al 30 + travasi al cilindro (allora era prassi tra ragazzini), poi 3 125 reg, 750 strada e sui sentieri alagna ci andavo anch’io anche se poche volte oltre campi sesia, ma le moto non girino sui sentieri che oltre ad essere pericolose per chi cammina quando sbucano specialmente in discesa da una curva e i sentieri sono stretti, rompono proprio le scatole e l’atmosfera col rumore ed invadenza in luogi deputati alla natura ed al silenzio, le ruote scaricano a terra d’impeto 40 cv e fanno i solchi e la camminata ne risente all’appoggio sui sassi smossi, ci sono circuiti regolarità apposta e/o piste cross, una proprio vicino vintebbio. Se il suono di una moto elaborata con espansione e senza silenziatore può, anche, essere gradevole non lo è sui sentieri neppure silenziata.
    “la montagna è di tutti” ma non per tutti gli usi, sopratutto in contemporanea, affermarlo è una mistificazione di comodo, gli usi non sono equivalenti.
    una bella moto da regolarità ha il suo fascino e comprendo la si voglia usare in percorsi consoni, i ragazzi apprezzeranno magari cogli anni il passeggiare in relax, ma si usino percorsi riservati

    • Simply Rat

      14 Giugno 2026 at 20:14

      Ehhh caro Alessandro, lei li definisce “ragazzi “, in realtà molti di questi sono adulti già prioiettati verso la vecchiaia, hanno ben oltre i 53-54 anni e probabilmente questo è il loro modo per sentirsi giovani.

      • Simply Rat

        15 Giugno 2026 at 21:44

        Quindi lei, signor “Mario”, vorrebbe dire che pagando un obolo alla regione quale è il bollo e avendo un mezzo assicurato può fare ciò che vuole?

        Ho il porto d’armi per uso sportivo e siamo 6 amici.
        Se gentilmente mi indica dove lei abita, nei fine settimana e ogni tanto in settimana verremo nei pressi di casa sua per un poligono improvvisato, del resto paghiamo per un permesso, no?!?
        E non dica “eh, ma è un altro discorso ” perché ho seguito alla lettera il suo ragionamento, se così si può definire.

        Anche nelle automobili si pagano sia bollo che assicurazione ma non si è autorizzati a fare prove speciali su strade tortuose, così vale per le jeep.

  8. claudio mazzetti

    14 Giugno 2026 at 12:08

    Salve
    il CAI segna i percorsi tenuti aperti da altri, in particolare modo da motociclisti, percorsi accatastati, quindi si dominio pubblico, e il CAI non è proprietario di niente.
    i camminatori raccolgono di tutto nelle proprietà altrui e non vogliono sentire ragione se i proprietari si lamentano.
    impariamo a rispettare tutti e usi e costumi del posto prima di giudicare

  9. Claudio

    14 Giugno 2026 at 14:50

    si è vero ci deve essere posto per ogni passione e tutti devono avere la possibilità di divertirsi.
    Sembra che negli anni ’90 c’era chi aveva la passione di fare il cecchino e in Bosnia venivano organizzati viaggi per questi appassionati per poi sparare con fucili di precisione a civili inconsapevoli.
    Che problema c’è, tutti devono divertirsi!!!

    • Francesco Moro

      15 Giugno 2026 at 10:05

      Che paragone assurdo.

  10. Mauro

    14 Giugno 2026 at 15:27

    Non diciamo fesserie, i vandali sono quelli che distruggono i nostri figli con tutte le chimiche possibili, ma di questi non diciamo nulla, non facciamo lotta dura perché? perché ci mancano gli attributi. Prima ripuliamo per sempre le piazze di spaccio, i teppisti e i non integrati, poi con i delinquenti veri, poi se ci resta qualche energia, occupiamoci pure degli enduristi. vi ricordo che i ragazzi dopo una sana giornata di enduro non hanno più voglia di cazzeggiare, la loro dose l’ hanno già sistemata.

    • filippo

      15 Giugno 2026 at 6:58

      d’ accordissimo

  11. Elleft77

    14 Giugno 2026 at 17:38

    ci sono regolamento ben preciso che vietano il transito di veicoli a motore nei sentieri escursionistici o comunque che possono precludere alla vita di fauna e flora, basterebbe applicarli e fare le sanzioni dovute.

    • Alex

      15 Giugno 2026 at 14:25

      E dove devono andare? In Africa? La loro è una passione come la vostra, non siete i padroni voi del territorio.

      • Roberto

        15 Giugno 2026 at 16:27

        Basta demonizzare categorie di persone , al mondo c’è e ci deve essere posto per tutti , basta fare le cose con coscienza e rispetto . Rispetto per gli altri e rispetto per il territorio.

        • Marco

          17 Giugno 2026 at 0:19

          Dove abito io questi signori passano con moto prive di targa e probabilmente anche di assicurazione e quando come già successo a causa della velocità vanno addosso a qualcuno si danno alla fuga intanto non puoi risalire a chi guidava la moto, poi raccontano di tenere la targa nello zaino sennò con le vibrazioni la perdono!Inoltre vanno in giro a raccontare che aggiustano le strade, le tengono pulite e riparano le traversine e gli scoli dell’acqua.ma se sono 25 anni che li vedo passare e se x caso cade una pianta passano nel terreno di fianco e tracciano un nuovo sentiero in proprietà degli altri, e questi lavori che dicono di fare non li hanno mai fatti e manco scendono dalla sella della moto.semmai abbiamo visto i gruppi di ciclisti che fanno manutenzione.Comunque sono state fatte delle leggi come dice il signor Baravelli e dovrebbero essere rispettate e chi di dovere dovrebbe farle rispettare, i sindaci dovrebbero fare installare i cartelli con i divieti visibili x informare le persone come ad esempio é stato fatto nel comune di Postua.C’è la legge regionale 32-82 e le modificazioni dell’89 che danno potere ai sindaci di lasciare disputare un massimo di tre gare all’anno sul territorio comunale dove tutti i partecipanti devono essere provvisti di assicurazione e al termine della gara devono ripristinare e risistemare tutti i percorsi utilizzati e durante la gara devono garantire la sicurezza degli altri frequentatori chiudendo le strade, segnalare con cartelli e presidiarle in modo di non compromettere la sicurezza di nessuno.Il divertimento di pochi non può essere il pericolo x tutti gli altri.

      • Simply Rat

        15 Giugno 2026 at 17:22

        Dove devono andare? Semplicemente nei comuni a chiedere che venga loro assegnata una montagna o delle zone in cui sfogare la propria passione che non credo negherebbero la cosa.

  12. Simply Rat

    15 Giugno 2026 at 21:54

    Enduristi!! Siete intervenuti in massa a sostenere le vostre ragioni (che dire, siete quantomeno uniti) ma vediamo che nessuno si è espresso sulle “guide” locali che portano in giro altri.
    Non ne sapete nulla, vero? Nemmeno di quelle comitive di moto da enduro con targa (almeno loro la tengono) svizzera?
    Non sapete nulla di quelli che lasciano i furgoni appena fuori dall’autostrada a Romagnano per poi andare a sgasare nei boschi di colline e montagne, certi di non essere pizzicati?

    • simone ferrian

      18 Giugno 2026 at 0:42

      scrivere le proprie ragioni è proprio inutile. è insito nella natura umana “odiare”, una cosa quasi necessaria, vitale. abbiamo odiato chi non si vaccinava durante il covid, rincorso con l’elicottero chi correva in campagna nel lockdown, odiato putin, demonizzato le macchine a gasolio, i cinesi inquinatori… e chiaramente la politica cavalca la propensione all’odio per orientare le masse a proprio uso e consumo … e chi dissente … scompare. interessante che gli enduristi svizzeri non tolgano la targa chissà perché!!?? per forza : se vai in Svizzera e superi il limite di velocità ti sequestrano il mezzo e torni a piedi dopo aver svuotato il conto in banca pagando la multa. al contrario gli svizzeri e i monegaschi vengono proprio in Italia a provare le loro auto da 1 milione di euro perché tanto la multa non la pagheranno MAI. in Italia non sono vietati solo l’enduro e il trial (anche se è una mano santa per i sentieri) ma anche raccogliere fiori, alberelli, funghi, il pino mugo, farfalle, insetti, sassi… perciò chiariamo che se stai a casa a imbesuirti col telefonino o vai a spendere nei centri commerciali fai cosa gradita alla politica che vuole che lavoriamo tanto, paghiamo tanto, non rompiamo e crepiamo il prima possibile! provo tanta pena per gli enduristi della Valsesia e spero si trasferiscano tutti in Spagna o Francia dove vengono salutati e non insultati . e a chi non li vuole dico di mettere dei bei cavetti d’acciaio tesi ad altezza gola ché tanto odiare è un po’ come uccidere … fatevi però almeno carico delle loro famiglie quando saranno morti . abbiate quindi le palle di mantenere i loro figli e le loro mogli dopo che li avrete eliminati. la Valsesia ai valsesiani senza moto e agli svizzeri !!

  13. Simply Rat

    18 Giugno 2026 at 21:39

    Signor Ferrian, la domanda nasce quindi spontanea: come mai gli italiani tolgono la targa quando girano con le moto da enduro sui sentieri? Hanno forse paura di perderla? Perché, nel caso, potrebbero dotarsi di portatarga svizzeri che, essendo “precisi”, ne eviterebbero lo smarrimento.
    Non è che gli italiani la tolgono poiché sanno benissimo (nonostante le mille e divertenti scuse lette qui sopra) che non potrebbero circolare fuoristrada?

    Posso poi sbagliare ma in Piemonte si possono raccogliere funghi, fiori e sassi, si informi a riguardo senza far troppa demagogia.

    E sulle guide locali, nessuno ha da dire qualcosa? È forse un’ammissione della loro esistenza? Francesco, “Mario”, nulla sapete?

    Siete tutti più che consapevoli del fatto che, quantomeno in Piedmont, esiste una normativa regionale che vieta (o regolamenta) le attività fuoristrada ma continuate ad accampare scuse, spostando su altri argomenti il discorso principale, dimostrando molta furbizia ma poca maturità, noncuranti delle leggi più basilari… dei piccoli maranza insomma- seppur alcuni con famiglia e quasi nonni- e per questo, pretendete di stare al di fuori delle regole minime di convivenza che vanno a minare la vostra autonomia.

    La vostra reazione semi stizzita e scomposta fa solo capire che sapete benissimo di essere un problema ma usate la strafottenza per fare ciò che vi pare; fate bene, per carità ma pian piano, qualcosa si muoverà a livello di controlli.

    Con questi vostri interventi mirati (organizzati dai gruppi social e non in cui vi trovate) avete dimostrato a tutti, ai non tassellati solo una cosa: a lavar la testa all’asino si sprecano tempo, sapone e, come si può notare, si innervosisce la bestia.

    Ah, importante.
    Se mai qualcuno dovesse tirare un cavo contro i motociclisti
    fuoristrada in Valsesia, il pensiero comune -ed eventuali indagini- andranno subito verso la sua persona, al suo consiglio e ad una eventuale false flag per far vedere quanto i valsesiani non dotati di moto da fuoristrada siano cattivi e intolleranti nei confronti dei diversi.

  14. simone ferrian

    18 Giugno 2026 at 23:43

    gentile simply rat, forse il cavo d’acciaio lo poserà lei visto che non si firma . io come mi chiamo l’ho scritto . gli svizzeri non tolgono la targa perché nessuno gli notifica la multa in Svizzera al contrario degli svizzeri che notificano multe in Italia. delle guide locali non so nulla perché non abito in Valsesia, né mai ci vengo. gli italiani tolgono la targa soprattutto per evitare di perderla perché comunque una moto va’ più veloce nel bosco rispetto alle macchine delle forze dell’ordine. inoltre la multa per l’enduro nel bosco è meno cara di quella per targa occultata. se invece perdi la targa la pratica costa 250 euro. la raccolta di sassi è vietata così come di insetti e molto altro . quella dei funghi come sa è regolamentata. fare enduro nei boschi è vietato . è di solito tollerato per gli agonisti tesserati che son poi quelli che magari come sostiene, potrebbero rovinare i sentieri mentre di sicuro quelli come me cioè anziani e grassi, non rovinano di certo un bel nulla eppure è proprio solo la mia categoria a essere vietata, perché come detto gli agonisti tesserati devono allenarsi. le assicuro infine che il dissesto idrogeologico fa’ molto più dell’endurista ma chiaramente odiare l’endurista è più bello !!!!!!!!!! e con ciò chiudo perché come ha giustamente scritto lei “a lavare la testa all’asilo perdi acqua e sapone” che è come dire che lei, come me, non è un valsesiano .

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