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Valsesia turismo azzoppato se resta il blocco sulle seconde case

Preoccupazione tra i sindaci dell'alta valle per l'impatto dell'emergenza sanitaria sul settore.

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Valsesia turismo a grande rischio se permane il divieto di soggiornare nelle seconde case.

Valsesia turismo a rischio

La fase due non ha aperto completamente alle seconde case. A chiarirlo, dopo qualche incertezza, è stata l’ordinanza pubblicata dalla Regione, che recita: «E’ consentito ai residenti in Piemonte lo spostamento individuale nell’ambito del territorio regionale per raggiungere le seconde case in affitto o di proprietà esclusivamente per svolgere le attività di manutenzione e riparazione necessarie per la tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del bene, oltre che per motivi indifferibili ed a carattere di urgenza (decadenza di locazioni ed affitti), ma è obbligatorio il rientro in giornata presso l’abitazione abituale». Delusi, dunque, tutti coloro che pensavano di poter passare qualche weekend in alta Valsesia, soprattutto con l’avvicinarsi della bella stagione.

A Scopello

A Scopello, ad esempio, le seconde case sono circa 1300, molte delle quali occupate da persone residenti in Lombardia. «C’è qualcuno che chiede di poter venire, che ha voglia di evadere anche solo per controllare se è tutto a posto – conferma il sindaco Andrea Gilardi – . Da una parte la popolazione locale ha un po’ di paura di fronte a un possibile spostamento di massa, tenendo conto anche del fatto che molti dei proprietari e degli affittuari arrivano dalle province di Milano, Varese, Pavia. Dall’altra i negozianti sperano che in paese ci sia qualcuno in più per poter ripartire. Io penso che da qualche parte si debba ricominciare prima o poi e che non è giusto aver paura, rispettando tutte le misure precauzionali e le distanze di sicurezza previste dalle normative. C’è una voglia di normalità, non solo a livello economico, ma anche e soprattutto a livello morale, le gente vuole tornare a lavorare e a muoversi».

Ad Alagna

A proposito di seconde case, un altro comune in cui il fenomeno è sentitissimo è Alagna, dove i 700 residenti abitali diventano anche 5mila nel periodo di Natale e Ferragosto. «Spostarsi nelle seconde case non per motivi di assoluta necessità, e tagliare l’erba del giardino ad esempio non lo è, non è possibile – spiega il primo cittadino Roberto Veggi -. Naturalmente invitiamo tutti a obbedire alle regole , ma questa situazione chiaramente non aiuta il nostro turismo». L’amministrazione alagnese ha in mente di dare una mano in qualche modo alle attività ricettive e di ristorazione, in vista di un’estate con meno restrizioni. «Stiamo pensando di azzerare la Tosap – riprende Veggi – , in modo da consentire a bar e ristoranti di poter aumentare la superficie dei loro dehors. E poi stimoleremo l’escursionismo per famiglie, recuperando alcuni vecchi sentieri e ripristinando, seppur con qualche difficoltà il servizio navetta per l’Acqua Bianca e la Val Vogna. L’obiettivo è anche quello di creare nuove aree pic-nic in cui mangiare un boccone. Poi con questa incertezza è ovvio che diventa difficile anche fare una programmazione efficace».

Le ricadute economiche

Un’altra incognita che pesa molto sul futuro turistico della Valsesia, e non solo, è quella legata all’eventuale nuova impennata dei contagi, alla ripresa delle attività lavorative. Un’eventualità che rischierebbe di rovinare anche l’estate dopo l’azzeramento dei ponti di Pasqua e di quelli del 25 Aprile e del Primo maggio. «Stiamo parlando di un settore completamente bloccato – afferma Roberto Carelli, assessore all’Ambiente, Protezione Civile, Sport e turismo dell’Unione montana dei Comuni della Valsesia – anche perché bar e ristoranti dovranno comunque rimanere chiusi fino a giugno. Per cui anche se ci fossero dei turisti o gli abitanti delle seconde case, per la nostra economia non sarebbe comunque un volano importante. In questo contesto, penso sia importante la decisione della Regione di stanziare 2500 euro a fondo perduto per cercare in qualche modo di colmare parte delle perdite di questi mesi. E’ comunque un aiuto. Resta poi da vedere – conclude Carelli – se quando ci sarà più libertà di movimento la gente avrà ancora voglia di uscire o se invece continuerà a restare a casa per la paura».

3 Commenti

  • any ha detto:

    Certamente il blocco crea non pochi disagi anche perchè cmq i turisti che vengono in Valsesia sono parecchi e darebbero un bello slancio all’economia e si sa che se tutto bloccato non è solo l’albergatore, il ristorante, i negozi…a risentirne ma tutti quanti noi cittadini compresi..speriamo che dal 18 maggio si possano raggiungere le seconde case e luoghi di villeggiatura

  • domenico cappello ha detto:

    Mia moglie ha la seconda casa a Varallo e il 15/6 scade il pagamento della prima rata dell’IMU desidero sapere se il Comune
    fa dell’agevolazioni in quanto per 3 mesi non è potuta recarsi.

    • any ha detto:

      prova contattare sindaco di Varallo.. ma credo nessuno sconto mi sa…

      pensa i miei genitori in pensione avevano affittato x tutto l anno un appartamento in Liguria e col fatto del blocco hanno perso 3 mesi in cui non hanno neanche potuto usufruirne..ma nessun rimborso da nessuno

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